Mixology al Giordano Bruno 2.0: il bartender Dario Piroddi si racconta

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Un lounge bar dentro a un ristorante… o un ristorante dentro a un lounge bar?!
Giordano Bruno 2.0, l’ultima scommessa di Alessandro Bertolucci, punta a proporre una nuova tipologia di locale nel panorama ristorativo viareggino, un luogo in cui ritrovarsi dall’aperitivo fino al dopo cena immersi nella magica cornice regalata da uno degli scorci più suggestivi di Viareggio.

Un ruolo chiave all’interno di questa innovativa architettura ristorativa è quello di Dario Piroddi, il bartender a cui spetterà il compito di educare i palati viareggini alla cultura mixology.  «Vorrei ringraziare Alessandro che ha creduto in questo progetto e ha creato uno staff di giovani professionisti entusiasti (tra cui lo chef Davide Colombu, Lorenzo CanovaAlexander Faa n.d.r.) con cui sono fiero di collaborare. Stiamo lavorando molto tra la cucina e il bar per far coesistere entrambe le realtà che compongono il Giordano Bruno 2.0.  e speriamo che i nostri sforzi vengano apprezzati!»

alcolici-scaffale-legno-giordanobruno2.0Al Giordano Bruno 2.0. sarà possibile provare il food pairing: cosa significa? Un abbinamento da provare? 
Tra una decina di giorni circa partiremo con il nuovo menù in cui sarà dato spazio al food pairing, la disciplina culinaria che, comparando la catena molecolare aromatica degli alimenti, cerca di rendere la degustazione una vera e propria esperienza sensoriale. Per adesso potete gustare una piccola anteprima: un Margarita con succo di pompelmo rosa che accompagna la nostra già famosissima cruditè di mare.

Professione bartender: come ti sei formato? Cosa serve per svolgere questo lavoro?
Come spesso succede, ho iniziato questo percorso giovanissimo e poi nel 2002 ho deciso di studiare presso la celebre scuola “Planet Onea Bastia Umbra per specializzarmi nella disciplina working flair (che prevede l’utilizzo di tecniche acrobatiche con shaker e bottiglie di alcolici n.d.r.). In seguito ho sentito l’esigenza di una formazione più tecnica e a 360°, così ho conseguito tutti i corsi  A.I.B.E.S.… oltre a numerose gare sia in campo nazionale che europeo per misurare le mie capacità! Questa professione può sembrare facile ma indubbiamente, come nella maggior parte dei casi, la caratteristica principale per riuscire è la passione unita al sacrificio.

Mixology: cosa significa per i profani? Come declinate questa “filosofia” al Giordano Bruno 2.0?
Per definizione con mixology si intende l’arte di miscelare i cocktail riuscendo a interpretare i “vecchi classici” in chiave moderna con un tocco di personalizzazione. Il bere miscelato si basa sulla misurazione attenta degli ingredienti ( è dal 1961 che sono state definite regole precise di dosaggio per i cocktail più richiesti n.d.r.) e, sulla crescente applicazione di diverse tecniche prese in prestito agli chef. Fondamentali sono gli ingredienti: al Giordano Bruno 2.0 è stata fatta (come per la cucina) una scelta ricercata decidendo di utilizzare solo prodotti di qualità nonché prodotti “home made” che preparo io stesso, come i bitter aromatici e gli sciroppi.

L’ingrediente senza cui non potresti lavorare?
Sicuramente la dedizione che ho per questo lavoro! In senso più tecnico, invece, non c’è un ingrediente in particolare.

mixology-cocktail-provetta-giordanobruno2.0Qual è il tuo stile? A chi ti ispiri?
Avendo una formazione a 360° cerco di fondere le mie conoscenze sperimentando ogni giorno nuovi cocktail allo scopo di migliorarmi. Sicuramente la mia fonte d’ispirazione è  il collega e maestro Dario Comini, bartender e proprietario del Nottingham Forest di Milano, un autentico guru delle tecniche molecolari nei drink.

La tua specialità?
Dato che una delle tecniche che prediligo è il fat-washing, un processo che permette di infondere vari liquidi con il sapore di grasso fuso, direi lo Smoked Bacon Bloody Mary, ovvero una vodka al gusto di bacon. La prima volta che ho assaggiato questa strana commistione di sapori è stata in America, quando ho bevuto un Bloody Mary “classico” accompagnato da una fetta di bacon croccante. Per quanto riguarda invece i cocktail classici, non ho dubbi: il mitico Martini cocktail!

Aperitivo e dopo cena, cosa scegliere tra le tue creazioni?
Per l’aperitivo consiglio un Americano Fusion, che prevede l’aggiunta di ginger beer e cetriolo, che in questo caso ha la doppia funzione di decorare e aromatizzare il drink. Per il dopo cena, invece, un Vodka Sour “sporcato”, come lo definisco io, da uva bianca e salvia.

mixology-cocktail-uva-bianca-dario-piroddiLa ricetta di un tuo cocktail da provare a casa per sorprendere gli amici?
Lo Zia Grazia a base di vodka alla pesca! Per prepararlo servono: 3/10 di vodka alla pesca, 2/10 di Cointreau, 5/10 di succo d’ananas e uno splash – ovvero “una spruzzatina” – di sciroppo alla fragola. Inserite tutti gli ingredienti con un po’ di ghiaccio in uno shaker (se ne trovano anche di molto economici!) e… shakerate vigorosamente!

Analcolici: cosa consiglieresti a un astemio?
Il Virgin Giordano con yogurt bianco, purea di fragola e succo ace. Questo cocktail è nato quasi per sfida: mi è stato chiesto un drink che avesse dello yogurt all’interno e così è nata questa meraviglia che oltre a essere analcolica è anche molto salutare!

Terminiamo con una previsione: questa sarà l’estate del…
Il 2016 ha visto il ritorno dei “grandi classici” e, in particolare, la rivisitazione del Gin Tonic,  grazie alla notevole espansione sul mercato delle nuove tipologie di questo distillato. Il 2017, a mio parere, non si sposterà da questa tendenza e sarà un anno che vedrà la definitiva consacrazione del Gin Tonic, un cocktail capace di assumere tantissime sfaccettature… vi aspetto per assaggiare la mia versione!

 

Hard Rock Cafe Firenze, il paese delle meraviglie rock

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E’ definito il più bello d’Europa tra gli Hard Rock Cafe, senza dubbio la location più glamour di Firenze, in pieno centro storico cittadino, nei portici antistanti Piazza della Repubblica: Hard Rock Cafe Firenze, inaugurato nel 2011, fonde l’anima e le caratteristiche architettoniche dell’ex storico Cinema Gambrinus con l’atmosfera Hard Rock. Della struttura originaria, il Cafe mantiene gli elementi più caratterizzanti come i marmi, le scalinate, varie statue e il bancone del bar. Occupa ben 600 mq per 216 posti a sedere, un’area esterna, una interna dedicata alla live music, al bar, al cinema e il Rock Shop. Un “Paese delle Meraviglie”!

Era il 1971 quando Isaac Tigrett e Peter Morton decisero di fondare il primo Hard Rock Cafe a Londra. Perché? C’è un motivo in particolare che li spinse a compiere questa scelta?
L’amore per l’America e la gente! Il 14 giugno 1971, infatti, Isaac Tigrett e Peter Morton fondano a Londra il primo Cafe, facendo disegnare il logo ormai famoso in tutto il mondo, accompagnato dallo slogan ‘Love All, Serve All’, in netta contrapposizione al motto classico nei ristoranti dell’epoca ‘ci riserviamo il diritto di rifiutare il servizio a chiunque’. Il locale è il primo a essere allestito con souvenir made in USA: Tigrett e Morton vogliono un posto dove gli inglesi possano “imparare” la cultura e il modo di vivere e di mangiare degli statunitensi. Grazie anche al motto assolutamente innovativo, per l’epoca, ben presto il locale diventa uno dei più trendy della capitale britannica e più frequentato dalle star musicali, come Paul McCartney o Eric Clapton.

Rock Memorabilia: come e perché è cominciata questa collezione che costituisce uno dei tratti distintivi degli aerosmith--chitarra-cimelio-hardrockcafe-firenzeHard Rock Cafe? Che cimeli si trovano nel locale di Firenze?
Tutta “colpa” di Eric Clapton! Nel 1979 Eric Clapton regala la sua chitarra, una Fender Lead II, a Tigrett. Lui, però, non suona, perciò chiede a Clapton il permesso di appenderla nel suo locale. Clapton acconsente, e così la sua chitarra diventa il primo pezzo della più grande collezione di oggetti del rock ‘n roll esistente. Due settimane dopo, Pete Townshend manda la sua, mentre Debbie Harry si toglie la maglietta, la firma e la regala ai fondatori. Comincia così il “museo dei cimeli”. A Firenze, tra le memorabilia troviamo cimeli di John Lennon, Prince, Bob Dylan, Madonna, Sting, Elton John, Bruce Springsteen, Aerosmith, The Beatles, U2, The Who, Red Hot Chili Peppers, Jimi Hendrix, Sex Pistols e molti altri ancora.

Hard Rock Cafe ospita eventi di diverso tipo: quale tra questi ha fatto la “storia” del locale fiorentino? Qual è l’ospite più popolare che avete avuto? Quali sono i prossimi da segnare sul calendario?
Ogni storia ha un inizio, e il nostro porta il nome dei Simple Mind, in concerto gratuito in Piazza della Repubblica a luglio 2011, per il grand opening del Cafe. Da lì in poi è stato un susseguirsi di ospiti, l’elenco sarebbe lunghissimo. Chiudiamo con l’ultimo compleanno, quando Joe Bastianich è salito sul palco del Cafe per duettare con Victoria and The Hide Park. Un regalo bellissimo, perché Joe alla chitarra è ancora più bravo che ai “fornelli”! I prossimi eventi da segnare sul calendario sono sicuramente tutti gli appuntamenti della live music, ogni mercoledì e venerdì del mese

Hard Rock nacque per la voglia dei fondatori di mangiare un hamburger decente a Londra, cosa contraddistingue oggi il menù? Qual è il piatto “rock” da assaggiare?
Gli hamburger sono sempre e comunque il nostro piatto forte, ma al Cafe si può gustare cibo di altissima qualità, anche vegetariano, preparato con i migliori ingredienti. Un piatto che faremmo assaggiare a tutti? Sicuramente le Famous Fajitas: puoi scegliere tra pollo grigliato, manzo, gamberi, serviti con pico de gallo, formaggi jack e cheddar, guacamole fresco, panna acida e calde tortillas fatte in casa. Altrimenti il Local Legendary Burger, il cui gusto è unico e varia per ogni Cafe nel mondo. Per scoprire cosa proponiamo, devi venire ad assaggiarlo! A Firenze il piatto più popolare è senza dubbio il Chianina Burger, un omaggio all’eccellente carne toscana! Preparare un hamburger sembra facile, ma non lo è per niente! Soddisfare il palato usando una delle carni più salubri, mantenendone la purezza originaria, ancora meno. Oggi le caratteristiche dietetiche degli alimenti assumono sempre più importanza. Oltre al sapore eccellente, la consistenza, la sugosità e la succulenza interna, la sapidità al naturale, il Chianina Burger targato Hard Rock Cafe Firenze permette di apprezzare in pieno la macinatura e la distribuzione del grasso nella carne, esaltandone il gusto con un occhio di riguardo anche alla salute.
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Hard Rock Cafe è il posto giusto per…
Tutto! Ascoltare buona musica  (ospitiamo spesso anche band locali emergenti), mangiare buon cibo, divertirsi, cantare allo speciale karaoke di “Sing for Your Supper!”, dove ogni coraggioso che sale sul palco è premiato con un Local Legendary (il burger “leggendario” dal sapore local preparato ogni giorno utilizzando le materie prime legate al territorio), festeggiare compleanni, organizzare cene aziendali, feste per bambini, cenette rockmantiche. Pensa che al Cafe si tengono anche alcuni corsi di formazione dell’Ordine dei Giornalisti della Toscana e vere e proprie lezioni agli studenti con il programma School of Hard Rock“Vivere” Hard Rock Cafe è come stare dentro un “gioiello” dove si respira musica e serenità: se vuoi sentirti Alice nel Paese delle Meraviglie, ti basta mettere piede al Cafe!