Indossa la maschera: il Carnevale di Viareggio sta arrivando!

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Ogni anno, a febbraio, la felicità ha una precisa dimora: il Carnevale di Viareggio.
Nuvole di coriandoli e stelle filanti invadono la città, mentre il profumo delle frittelle di riso e dei cencetti – i dolci tipici della tradizione – aleggia nell’aria, rendendola fragrante e zuccherosa.
La trepidante attesa per i corsi mascherati è palpabile: solo in quei giorni, infatti, i protagonisti principali di questa kermesse – i carri di cartapesta – escono a sfilare tra la folla, in un tripudio di colori, musica ed entusiasmo.
È Carnevale e a Viareggio tutto è concesso (o quasi!).

manifesto-carnevale-di-viareggio-2018… è Carnevale, frena l’emozione 
appena scorgi questa mia città. 
Non ti sbagliare, 
scendi alla stazione 
dove c’è scritto “Qui felicità” …
DA VIAREGGIO CON AMORE (E. Malfatti)

Una protesta goliardica
È il 1873 quando alcuni ricchi borghesi decidono di mascherarsi per protestare contro le troppe tasse che sono costretti a pagare. Da quel momento, ogni anno, viene organizzata una sfilata mascherata che diviene ben presto un appuntamento irrinunciabile, soprattutto dopo la comparsa dei carri di cartapesta.
Per le feste rionali – quelle organizzate a turno da ogni quartiere durante il mese del Carnevale – bisognerà attendere il 1971, l’anno in cui si svolge la prima festa in Darsena.

“Maghi nati col cuore di cartapesta”
I protagonisti indiscussi del Carnevale di Viareggio sono sicuramente i grandi carri allegorici, che sfilano nei giorni dei corsi mascherati lungo la passeggiata a mare. Maestosi e colorati, su di essi troneggiano le caricature in cartapesta di personaggi di spicco dell’attualità. Grazie a questa tecnica – detta della carta a caldo – promossa su iniziativa di Antonio D’Arliano e di alcuni costruttori, diviene possibile plasmare masse e volumi molto grandi che, in combinazione con la leggerezza delle forme vuote, danno vita a strutture semoventi spettacolari.

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“La mente intelligente”; carro allegorico di Roberto Vannucci (edizione 2003).

La Cittadella
Il cuore del Carnevale di Viareggio è il complesso della Cittadella, la nuova sede di costruzione dei carri mascherati, inaugurata nel 2001 e attualmente il più grande ed importante centro tematico italiano dedicato alle maschere. Costituita da un’enorme piazza ellettica ai cui lati sorgono gli hangar in cui vengono costruiti e conservati i giganteschi carri, la Cittadella è visitabile durante tutto il corso dell’anno, divenendo d’estate anche arena per spettacoli. I più curiosi potranno esplorare il museo e leggere “materialmente” un patrimonio storico, artistico e culturale di oltre un secolo. La novità? Il nuovo spazio espositivo – chiamato Espace Gilbert in onore del grande costruttore scomparso– in cui sono raccolti elementi significativi delle costruzioni allegoriche che hanno sfilato al Carnevale, divisi per aree tematiche: la satira, la fantascienza, la burocrazia, lo spazio per i bambini.

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Burlamacco, la maschera ufficiale del Carnevale di Viareggio

 Il Burlamacco
La maschera ufficiale del Carnevale di Viareggio nasce nel 1930 ad opera di Umberto Bonetti, pittore e grafico futurista, che la disegna per il manifesto del 1931 in compagnia di Ondina, bagnante simbolo della stagione estiva. Grazie all’immediata popolarità Burlamacco diviene ben presto il logo ante-litteram del Carnevale fino alla definitiva consacrazione, nel 1988, quando entra a far parte del Museo nazionale delle arti e tradizioni popolari di Roma.

Sulla Coppa di Champagne
Il 1921 è una data cruciale nella storia del Carnevale: vengono introdotte le orchestre sui carri e istituito un galà di ballo notturno al Piazzone (il mercato nel centro di Viareggio n.d.r.); inoltre nasce la rivista e, soprattutto, la canzone ufficiale della manifestazione dal titolo “Il Carnevale a Viareggio”, scritta da Sadun e Maffei e da tutti conosciuta come la “Sulla Coppa di Champagne”.

Gli eventi sportivi
Divertimento sfrenato ma anche sport: durante il periodo carnevalesco gli appassionati di calcio potranno godersi con la Coppa Carnevale le prestazioni delle giovani leve calcistiche a livello mondiale, scommettendo su chi sarà il campione del futuro. I fanatici dell’atletica, invece, potranno cimentarsi nella mezza maratona con la Puccini Marathon.

Ci vediamo il 27 gennaio: al triplice colpo di cannone il Carnevale avrà inizio!

Foto credit: Carnevale di Viareggio

Grasshopper, quando sono le cavallette a ispirare un cocktail

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Il Grasshopper è un after dinner composto da due liquori: crème de la menthe e crème de cacao, più la panna. Diffidate di quanti – beffardamente – lo identificano come un sorbetto o un frappé, poiché il Grasshopper è superiore: fresco, vellutato e verdolino, persuade educatamente i palati, offrendo un delicato e piacevole refrigerio. Il drink ama essere degustato da solo, senza concorrenti né accompagnatori.

Grasshopper, in inglese, significa cavalletta; ma non temete: il cocktail non è destinato a insettivori, né riserva sorprese inaspettate. Il nome è dato esclusivamente dalla fantasia del barman che lo ideò. Costui, osservando un prato popolato da questi animaletti saltellanti, si promise di dar vita a un drink altrettanto energico e della stessa colorazione degli insetti. 

Ingredienti

  • 3,0 cl di crema di menta verde
  • 3,0 cl di crema di cacao bianco
  • 3,0 cl di crema di latte

Preparazione
Si inseriscono gli ingredienti in uno shaker colmo di ghiaccio. Si agita energicamente per diversi secondi e si serve in una coppetta da
cocktail già raffreddata.

Articolo di Davide Ramaioli