Long Island Iced Tea, il cocktail dall’ingannevole parvenza

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Il Long Island è un long drink a base di vodka, tequila, rum bianco, gin, succo di limone e cola. Notturno, dissetante, ricreativo – se si considera l’alta gradazione alcolica -, ideale per una serata estiva senza pensieri. Un lungo brivido, gelido e vellutato insieme. Ottimo in compagnia di stuzzichini sfiziosi, quali possono essere involtini di pasta sfoglia e würstel. 

Il cocktail nasce negli anni ‘70 in un locale di Babylon, nello stato di New York, sull’isola di Long Island. Ad inventarlo fu il barman statunitense Rosebud Butts, ispirato dai panorami paradisiaci di cui la stessa isola è parte. Il colore ambrato ricorda l’aspetto di un tè alla pesca ghiacciato: per questo il drink appartiene alla categoria iced tea, tuttavia di tè non c’è traccia… Un ulteriore invito a dubitare delle ingannevoli parvenze!

long-island-iced-tea-cocktail-bar-banconeIngredienti:

  • 1,5 cl. di cola
  • 1,5 cl. di rum bianco
  • 1,5 cl. di triple sec
  • 1,5 cl. di tequila
  • 1,5 cl. di gin
  • 2,5 cl. di succo di limone
  • 3 cl. di sciroppo di zucchero
  • 1 spruzzo di cola

Preparazione:
Si colma un bicchiere tumbler alto o highball di cubetti di ghiaccio. Si versa 1,5 cl di vodka, 1,5 cl di rum bianco, 1,5 cl di gin 1,5 cl di Tequila e 1,5 cl di triple sec. Si aggiungono quindi 2,5 cl di succo di limone fresco e 3 cl di sciroppo di zucchero. Si riempie il bicchiere fino all’orlo con la cola. Si mescola educatamente. Infine si guarnisce con una spirale di limone o di lime e due cannucce.

Articolo di Davide Ramaioli

Angelo Azzurro, un cocktail senza radici e senza tempo

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L’Angelo Azzurro è un cocktail italiano a base di gin e liquori di agrumi. Consigliato a quanti desiderano spiccare il volo con stile (la gradazione alcolica è notevole, tocca il 19% Vol.). Si consiglia di abbinare il drink a una giacca bianca stile anni ’80 (un azzurro così non conosce accostamento più azzeccato). 

Ogni cocktail ha la sua storia, l’Angelo Azzurro no: le sue origini aleggiano nel mistero. Comunque sono molti quanti affermano che il drink sia una variante del Blue Lagoon, sorta in Italia tra gli anni Cinquanta e gli anni Sessanta.

Il drink deve il suo celestiale colore alla presenza del Blue Curacao, un liquore a base di scorze di laraha, l’arancia dal distintivo sapore amaro che cresce esclusivamente sull’isola di Curacao.

angelo-azzurro-cocktail-limoneIngredienti:

  • O,75 cl. di Gin
  • 2,25 cl. di Blue Curacao
  • 3 cl. di lime
  • 1 scorza di limone

Preparazione:
Si versano gli ingredienti in uno shaker pieno di ghiaccio, si agita e si mesce il preparato in un calice martini precedentemente raffreddato. Quindi si guarnisce con una scorza di limone.

Articolo di Davide Ramaioli

Caipirinha, aneddoti e ricetta del cocktail brasiliano per antonomasia

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Calcio, samba, foresta amazzonica e… Caipirinha! Sono questi gli emblemi “do Brasil”. L’ultimo in particolare, il cocktail brasiliano per antonomasia, possiede un nome rivelatore, che richiama i colori giallo e verde, quindi le spiagge soleggiate e la vegetazione caratteristica, la bandiera del Paese, la campagna. Il progenitore della Caipirinha, infatti, nasce in un contesto agreste, come rimedio naturale contro l’influenza. Inventato  dai contadini paulisti, era un tonico preparato con cachaca, lime, zucchero e miele. Negli anni Cinquanta la caipirinha cambia ancora, fino ad assumere la formula dei nostri giorni, e si diffonde con successo prima nei bar di Rio de Janeiro e San Paulo e posteriormente in tutto il mondo, entrando a far parte della lista ufficiale dei cocktail IBA.

Caipiroska, la variante più riuscita
I gruppi Smirnoff e Bacardi, non appena approdarono in Brasile, riconobbero il successo titanico riscosso dalla Caipirinha e, quindi, ne proposero una variante altrettanto deliziosa: la Capiroska. Una sola differenza: la vodka sostituisce la cachaca.

caipirinha-cocktail-preparazioneIngredienti:

  • 6 cl. di cachaca
  • Mezzo lime
  • Zucchero di canna (tre cucchiaini)
  • Ghiaccio tritato

Preparazione:
Si taglia il lime in quattro spicchi e si inseriscono con lo zucchero in un bicchiere old fashioned. Quindi si preme con il pestello la polpa del lime e si aggiunge il ghiaccio tritato. Un ultimo accorgimento: una fettina sottile sottile di lime sul bordo del bicchiere e due cannucce.

Articolo di Davide Ramaioli

Cuba Libre, un cocktail o un grido di battaglia?

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Il Cuba Libre è un long drink a base di rum bianco, cola e lime, riconosciuto ufficialmente dall’I.B.A. Un cocktail semplice, fresco, dolce e – attenzione bene – distante anni luce dal troppo facile “Rum e Cola”.  Ideale con paste fredde, pesce al forno e insalate di riso. 

Il drink nacque tra il 1900 e il 1902, a l’Avana, mentre Cuba otteneva l’indipendenza dalla Spagna per via del supporto americano. In quel tempo, il capitano Russel dei corpi di comunicazione americani ordinò all’American Bar di Calle Nettuno – un locale aperto da due imprenditori americani nella capitale cubana – “Coca Cola americana, rum cubano e una spruzzata di lime in un bicchiere pieno di ghiaccio”, brindando successivamente “Por Cuba libre” (per Cuba libera), il grido di battaglia dei guerriglieri. E così l’amicizia tra cubani e americani si riversò in un cocktail che ieri come oggi infervora gli animi. 

cuba-libre-cocktail-bottiglia-coca-colaIngredienti:

  • 5 cl. di light rum (bianco)
  • 10 cl. di cola
  • 1 cl di succo di lime
  • 1 fetta di lime

Preparazione:
Si colma un tumbler alto con del ghiaccio per raffreddare il bicchiere, quindi si filtra il ghiaccio e l’acqua in eccesso. Si versano il rum e la cola, si mescola e si serve con la fettina di lime.

Articolo di Davide Ramaioli

Moscow Mule, aneddoti e ricetta del cocktail ispirato dalle coincidenze

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Il Moscow Mule è un long drink a base di vodka, ginger beer e succo di lime, riconosciuto ufficialmente dall’I.B.A. Dissetante e arguto, universalmente noto per la presenza dello zenzero, è pervaso dalla sua nota piacevolmente pungente. Da provare con spaghetti al ragù di gallinella, o in compagnia di un panino con petto di pollo grigliato, pesto allo zenzero e pomodoro. 

Il cocktail nasce a New York, nel 1941, in un bar del centro città. Ad un tavolino siede John G. Martin, distributore della vodka Smirnoff, un prodotto poco apprezzato negli Stati Uniti. Poco più in là, al bancone, è adagiato Jack Morgan, il proprietario del locale più frequentato di Hollywood, che sta provando a lanciare il suo Ginger Beer, un drink a base di zenzero. Fatalmente i due s’incontrano, si parlano e trovano un’idea brillante che dà origine al Moscow: accordare i due ingredienti aggiungendo un po’ di lime per creare un long drink esclusivo. Ad inserirsi nella conversazione è un’imprenditrice che deve smaltire uno stock di tazze mug di rame con su stampato un asinello. Un’imprenditrice di nome Moscow Mule

moscow-mule-cocktail-tavolo-aperitivieceneIngredienti:

  • 4,5 cl. di vodka
  • 12 cl. di ginger beer
  • 0,5 di cl. di succo di lime fresco
  • 1 fetta di lime

Preparazione:
Si colma di ghiaccio una tazza di rame o un tumbler alto (decisamente meglio la prima). Si aggiunge la vodka, il ginger beer e il succo di lime. Per finire, si guarnisce con una fetta di lime, alternativamente con dello zenzero fresco o una fettina di cetriolo.

Articolo di Davide Ramaioli

Negroni, aneddoti e ricetta dell’iconico cocktail fiorentino

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Il Negroni è un pre-dinner a base di vermut rosso, bitter e gin. Inconfondibile per la colorazione accesa, che oscilla tra lo scarlatto e il vermiglio, e per il sapore unico: ora dolce ora amaro ora secco, pur sempre sfuggente.

Il drink nasce negli anni ’20, a Firenze, nel Caffè Casoni di Via de’ Tornabuoni, per via di un’intuizione del conte Camillo Negroni. Questi, sul calar della sera, di ritorno da un suo viaggio a Londra, stufo di chiedere “il solito”, domandò al barista Fosco Scarsarelli di aggiungere una spruzzatina di gin al suo Americano. Da allora il Cocktail Negroni divenne di tendenza, catturando il tempo e infiniti estimatori, e affermandosi – a buon diritto – come un’intramontabile icona italiana. 

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  • 60 ml. di gin
  • 60 ml. di Bitter Campari
  • 60 ml. di Vermouth rosso
  • 1 fetta d’arancia

Preparazione:
Si colma un bicchiere old fashioned (o tumbler basso) con del ghiaccio, quindi con l’aiuto di un dosatore si procede aggiungendo il gin, il bitter e il vermut rosso. Si mescola brevemente e si guarnisce con una fetta d’arancia.

Articolo di Davide Ramaioli

Cocktail Martini, aneddoti e ricetta del leggendario pre-dinner

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“Agitato, non mescolato.”

La celebre frase di James Bond si riferisce al Cocktail Martini – il leggendario pre-dinner a base di gin e vermut dry.

Riconosciuto dall’ I.B.A. come “Dry Martini”, il drink non ammette errori: esige dal barista una sensibilità superiore, e dal bevitore l’idoneità a captare ogni iridescenza di gusto. L’alto tenore alcolico, inoltre, restituisce sensazioni decise, percezioni forti: non alla portata di tutti. 

L’invenzione del drink si deve ad un talentuoso barista italiano, Martini, che avrebbe omaggiato con l’omonimo cocktail John D. Rockefeller (imprenditore e filantropo statunitense), nel Knickerbocker Hotel di New York; forse ispirandosi al Martinez – miscela contenente gin e vermut -, forse assecondando eteree intuizioni.

Guarnire la miscela con un’oliva fu un’alzata d’ingegno dettata dalla necessità: finiti gli stuzzichini, il barman originario di Arma di Taggia dovette attingere dalla sua scorta personale di olive per guarnire il drink. Fu un sacrifico per cui ancora oggi rendiamo grazie. 

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Ingredienti:

  • 6 cl. di gin
  • 1 cl. di vermut dry
  • 1 oliva verde
  • 1 buccia di limone (alternativa all’oliva)

Preparazione:
Si pone del ghiaccio in una coppetta per raffreddarla. Si colma un mixing glass con ghiaccio, si versano il vermut e il gin, quindi si rimescola. Si getta il ghiaccio dalla coppetta e si versa il cocktail, filtrando. Si prende la scorza di limone e la si strizza sopra la superficie del cocktail, in modo che gli oli essenziali dell’agrume possano profumarlo. Alternativamente si guarnisce con un’oliva verde.

Articolo di Davide Ramaioli

Sex on the Beach, il cocktail fruttato più osé di sempre

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Un must che non delude, ma innamora.

Il Sex on the Beach è un long drink riconosciuto ufficialmente dalla I.B.A (International Bartenders Association). Gusto asciutto, preparazione accessibile ai più, risultati garantiti esclusivamente a quanti si servono di materie prime di indiscussa qualità. Ottimo a bordo piscina, in compagnia di amici e tacos con gamberi e avocado. 

Il cocktail costituisce la congiunzione di due tendenze: l’una propria della metà del secolo scorso, l’altra relativa agli anni Settanta. Ossia, il trionfo dei cocktail fruttati, dagli aromi freschi e leggeri, e l’impennata dell’uso della vodka, specialmente da parte dei consumatori americani.

Così, nel drink, a “fare l’amore” sono la vodka e i dolci sapori dei succhi fruttati; tuttavia il nome Sex on the Beach non si deve all’empatia erotica degli ingredienti…

“Sesso sulla Spiaggia” è  il salace nome proposto dal barman Ted Pizio per il suo cocktail,  in occasione del concorso – tenutosi nel 1987 a Fort Lauderdale – volto a sponsorizzare il peach schnapp (un liquore di pesche). Ted, per l’evento, presentò un drink a base di peach schnapp, vodka, succo di arancia e di cranberry e lo battezzò con l’unico nome capace di conciliare le due ragioni che spingevano i giovani a recarsi in Florida: la spiaggia e il sesso. Così i moralismi furono sbaragliati e il Sex on the Beach fece il suo esordio. Ancora oggi riscuote un inarrestabile successo, affermandosi come un must che non delude, ma innamora. 

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Ingredienti:

  • 4 cl. di vodka
  • 2 cl. di peach schnapp (liquore di pesche)
  • 4 cl. di succo di arancia
  • 4 cl. di succo di cranberry

Preparazione
Si agitano la vodka, il peach schnapp e il succo di arancia in uno shaker, quindi si versa il preparato in un tumbler alto precedentemente riempito di ghiaccio. In seguito si aggiunge, senza mescolare (altrimenti si screzierebbe il cocktail), il succo di cranberry.  Infine si guarnisce con una cannuccia e uno spicchio d’arancia.

Articolo di Davide Ramaioli

Il Mojito si presenta: aneddoti e ricetta del cocktail cubano

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Il Mojito è un long drink cubano a base di rum bianco, foglioline di menta, zucchero di canna bianco, succo di lime e soda. Miscela intramontabile, icona di freschezza, di contrasti decisi, e soprattutto di successo. Il culto dell’aperitivo lo esige come protagonista, specialmente d’estate, in compagnia di finger food di mare.                                                                                                         

L’origine del Mojito è da ricercarsi nel lontano XVI secolo; solo allora, infatti, il famoso pirata inglese Sir Francis Drake inventò un drink a base di aguardiente (rum grezzo, non invecchiato), lime, acqua, zucchero di canna bianco e hierbabuena (menta selvatica cubana). Fu la società Bacardi, nella metà del 1800, a rendere celebre e popolare il cocktail (con qualche modifica, s’intende), che comunque raggiungerà l’auge della notorietà solo nel XX secolo. 

Le scuole di pensiero si dividono riguardo l’origine del nome: alcuni ritengono che il termine “Mojito” derivi dalla parola “mojo”, un condimento tipico della cucina cubana a base di aglio e agrumi, usato per marinare. Altri, invece, reputano che il cocktail abbia ereditato il nome dalla parola spagnola “moyadito”, che significa “umido”. Un’ultima supposizione vede l’etimologia provenire dal termine “vudù moyo”, che significa “incantesimo”.
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Ingredienti:

  • 4 cl. di rum bianco
  • 3 cl. di succo di lime fresco
  • 6 rametti di menta (meglio se hierbabuena)
  • 2 cucchiaini di zucchero di canna bianco
  • Soda o acqua gasata

Preparazione:
In un tumbler alto si inseriscono zucchero, succo di lime, rum e menta. Si amalgama premendo con grazia le foglioline di menta e si aggiungono cubetti di ghiaccio (non tritati, altrimenti il drink s’annacquerebbe) e soda. Per finire si decora con il rametto di menta rimanente.

Articolo di Davide Ramaioli

NASCE SANSET, IL NUOVO COCKTAIL CHE CELEBRA IL TRAMONTO

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C’è un’ora del giorno in cui i colori iniziano a farsi più tenui e la sfera luminosa del sole cala dietro l’orizzonte, adagiandosi sul mare o nascondendosi tra i palazzi. È il momento in cui si raccolgono i pensieri della giornata, in cui si ha voglia di sentirsi leggeri e si dedica un tempo prezioso a se stessi e a chi condivide una passione o uno stesso bisogno di spensieratezza.

Sanbittèr dedica a questo momento magico un cocktail rosso come i cieli più belli al tramonto, intenso come la passione, leggero come il desiderio di stare semplicemente bene, con gli amici di una vita o con quelli conosciuti da poco, ma con i quali è scattata la vera empatia. Il suo nome è SANSET, un mix fresco e dissetante di Sanbittèr Rosso, Vermouth bianco e Soda, perfetto per brindare alle passioni più intense che l’estate porta con sé. Questo nuovo cocktail, ideale per chi non si accontenta di ordinare “il solito”, nasce dalla collaborazione con gli esperti barman dell’Ateneo del bartending Planet One, la maggiore scuola di riferimento in Europa in ambito di Bartending American Style.  Leggermente alcolico,  SANSET è in linea con i trend internazionali che vedono sempre più persone trascorrere le serate all’insegna del “drink light” per divertirsi ed eliminare i pensieri, senza perdere il controllo.

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Un cocktail estremamente attuale anche grazie alla scelta di mixare l’intramontabile Sanbittèr Rosso con la soda e uno degli ingredienti oggi più in voga: il vermouth, un vino liquoroso aromatizzato, nato alla fine del ‘700 a Torino. Inventato da Antonio Benedetto Carpano nel 1786 miscelando vino bianco con gli aromi derivati dall’infusione di fiori, frutti e spezie, oggi il vermouth torna in auge come simbolo dell’eccellenza made in Italy e della tradizione piemontese, testimoniata anche dalla nascita dell’Istituto del Vermouth di Torino.

Con un affascinante tris di ingredienti di qualità, un mix all’insegna del gusto e una veste totally red, SANSET è dunque il cocktail perfetto per il momento dell’aperitivo, da sorseggiare pigramente all’ora del tramonto, come suggerisce lo stesso nome. Nei migliori locali di tutta Italia lo troverete servito guarnito da un ciuffo di menta e da una scorza di limone, in un elegante calice ballon firmato proprio dal logo che gioca sull’alternanza tra la vocale “u” del termine anglofono “sunset” e la “a” di Sanbittèr.  
Per scoprire di più sulle serate SANSET, le città e i cocktail bar in cui assaggiare il nuovo drink dell’estate e per vedere la videoricetta visita il sito www.sanbitter.it, segui l’official page www.facebook.com/sanbitter e la pagina Instagram sanbitter_official.

* Post in collaborazione con Sanbittèr.