Cosmopolitan, il cocktail più femminile tra i classici contemporanei

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Il Cosmopolitan è un drink a base di vodka, Cointreau, lime e mirtillo rosso, appartenente alla famiglia dei Cape Code, e categorizzato tra i
Contemporary Classic nel ricettario ufficiale IBA.

La saporosità del cocktail ondeggia tra note aspre e fruttate, limpide e color cremisi; per un tenore alcolico deciso (intorno ai 21,7°), dal sentore aromatico. Glamour, femminile e vezzoso, il Cosmopolitan ama farsi accompagnare da crostate scricchiolanti; preferibilmente di ricotta e visciole oppure, per i più golosi, di ricotta e cioccolato.

L’inventrice del Cosmopolitan è Cheryl Cook, barista del ristorante “The Strand” di South Beach. Cheryl dichiarò che:
« Era circa il 1985-86; il Martini stava tornando di moda, con il suo bicchiere classico. Alle donne non sembrava piacesse molto il cocktail […], ma piuttosto piaceva essere visti con il bicchiere Martini in mano. Ciò mi diede l’idea di creare un cocktail che potesse piacere a chiunque ma che stesse bene in questo bicchiere classico […]. Il mio distributore mi portò un nuovo prodotto della Absolut, l’Absolut Citron. Mi disse di creare qualcosa. Io amo le sfide e volevo creare un nuovo drink per il bicchiere martini, così presi gli ingredienti, Absolut Citron, una dose di triple sec, una goccia di Rose’s Lime e abbastanza cranberry per renderlo così deliziosamente rosa […] .Servii il mio primo Cosmopolitan a Christina Solopuerto (un’amica n.d.r.) la notte in cui ricevetti la mia prima bottiglia di Absolut Citron […]. Entro 30 minuti tutto il bar aveva un Cosmo davanti a sè. »

Gli ingredienti:
• 4 cl di vodka citron
• 1,5 cl di cointreau
• 1,5 cl succo di lime
• 3 cl succo di mirtillo

La preparazione
Si miscelano in uno shaker tutti gli ingredienti con del ghiaccio in cubetti, si agita bene e si filtra in una doppia coppa cocktail precedentemente raffreddata. Quindi si guarnisce con una fettina di lime.

Articolo di Davide Ramaioli

Cocktail Champagne, dove eleganza ed effervescenza si incontrano

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Il Cocktail Champagne è un drink a base di Cognac, Angostura, Champagne e una zolletta di zucchero, appartenente alla classe degli sparking, si dimostra eccezionale nelle vesti di aperitivo, specialmente se accompagnato da stuzzichini e finger food di mare: ostriche, involtini di gamberi, spaghetti alle vongole, ma anche sushi. 
Le bollicine che tendono alla superficie si raccolgono in una spuma profumatissima, predestinata caratteristica del Cocktail Champagne, effervescente per natura

La origini del drink sono da rintracciare nell’isolata casa di campagna di un parroco, il quale, non avendo abbastanza champagne da offrire ad un alto prelato recatosi improvvisamente in visita, decise di miscelare il poco rimasto con del distillato di vino per evitare la pessima figura. La versione meno leggendaria – e più accreditata -, però, fa risalire la nascita del Cocktail Champagne al 1889, quando un giornalista americano organizzò tra i colleghi di New York un concorso di cocktail al quale vinse John Dougherty con la ricetta che vi presentiamo. 

Ingredienti:
• 9 cl di Champagne
• 1 zolletta di zucchero
• 2 gocce di Angostura
• 1 cl di Cognac
• fetta d’arancia e ciliegina al maraschino per guarnire

Preparazione:
Il Cocktail Champagne si prepara in un flute, adagiando sul fondo una zolletta di zucchero con due gocce di Angostura. In seguito si aggiungono Cognac e Champagne. Si guarnisce con una fetta d’arancia e una ciliegina al maraschino.

Articolo di Davide Ramaioli

Accendi il Natale a Gubbio!

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Il modo migliore per inaugurare le feste?
Partecipare all’accensione dell’Albero di Natale più grande del mondo, quello di Gubbio!

Alto oltre 650 metri, con più di 250 punti luminosi di colore verde, 300 luci multicolore e una stella dalla superficie di 1.000 m² disegnata da altre 200 luminarie, l’abete eugubino – che ogni anno viene allestito sulle pendici del Monte Ingino da un gruppo di volontari – è entrato formalmente nel 1991 nel Libro dei Guinness dei Primati come “The World’s Largest Christmas Tree”.

albero-di-natale-gubbio-finestra-panorama“Costruito” per la prima volta nel dicembre del 1981 in onore del Patrono della città, San Ubaldo, l’albero che illumina Gubbio per tutto il periodo delle feste natalizie viene acceso ogni anno alla vigilia dell’Immacolata, il 7 Dicembre.

Quest’anno ad avere l’onore sarà l’astronauta italiano Paolo Nespoli con un videomessaggio inviato dalla Stazione spaziale internazionale, la Iss (International space station); l’abete, infatti, è dedicato alla scienza e al progresso tecnologico, rappresentato dalla collaborazione tra Agenzia spaziale europea (Esa) e Agenzia spaziale italiana (Asi). La cerimonia di accensione, il cui inizio è previsto alle ore 18:00, coinciderà con il sorvolo dell’Italia da parte della Stazione Spaziale e sarà trasmessa in diretta streaming su ANSA Scienza. 

Per far sentire gli spettatori ancora più partecipi, poi, l’Albero di Natale di Gubbio si è fatto promotore di una scintillante iniziativa: Adotta Una Luce! Chiunque può adottare una delle luci dell’albero ad un prezzo simbolico di 10 Euro e dedicarla a chi più gli sta a cuore, inserendo un breve testo, un nome o un messaggio di vario genere.

Dopo questo spettacolo straordinario potrebbe arrivare un certo languorino… scopri qui come placarlo!

Foto credit: https://www.facebook.com/pg/alberodigubbio/photos/?ref=page_internal

Bramble, il cocktail londinese che riscopre le more

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Il Bramble è un sour a base di gin, zucchero, limone e – sorpresa – liquore alle more. Il cocktail è semplice, ma estremamente raffinato: la polposa dolcezza delle more trova rifugio nell’asprezza del limone, per una celestiale percezione dell’insieme. Molte sono le pietanze che si confanno al Bramble, in particolare carni rosse dalle lunghe e aromatiche cotture o un petto d’anatra al lime o, perché no, una fettina di salmone marinato con pepe e aneto. Una sola condizione: la ricercatezza. 

La nascita del Bramble (che tradotto significa rovo, la pianta che dà le more) risale al 1986, nel quartiere londinese di Soho, più precisamente nel “Fred’s Club”.  A concepirlo fu Dick Bradsell, ispirato dalle colorazioni dei liquori che il cocktail presenta. 

Ingredienti:
• 4 cl di gin
• 1,5 cl di succo di limone
• 1 cl di sciroppo di zucchero
• 1,5 cl di liquore alle more

Preparazione:
Si inseriscono il gin, il succo di limone e lo sciroppo di zucchero in un bicchiere old fashioned colmo di ghiaccio. Si mescola leggermente, quindi si aggiunge il liquore alle more. Per finire si guarnisce con due more.

Articolo di Davide Ramaioli

B-52: prima un bombardiere a lungo raggio, ora un must tra i cocktail

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Il B-52 è un cocktail statunitense a base di kahlua (un liquore al caffè), crema Baileys e Grand Marnier.
Gli ingredienti presentano densità differenti, perciò il drink può essere preparato tramite la tecnica a strati.

Il gusto carezzevole del B-52 si scopre amico di cioccolatini, biscotti e bignè.
Il cocktail sa essere comunque un ottimo “solista”, specialmente se degustato nel tepore natalizio di uno chalet alpino… Qualora non disponeste di una simile atmosfera, assaporate il B-52 per consolarvi: sarà un dolce conforto.

Il nome B-52 è un omaggio al bombardiere a lungo raggio Boeing B-52 Stratofortress, impiegato nella Guerra del Vietnam per sganciare le bombe incendiarie al napalm (da questo particolare si ricava la versione infiammabile del cocktail).
Circa la sua ideazione, taluno sostiene che sia stato creato a Malibù, in California, nel ristorante “Alice’s”. Talaltro nel “Keg Steakhouse” a Calgary, in Canada, nel 1977.

Le varianti:
• B-52 con Bombay Doors, un B-52 con gin Bombay
• B-52 nel deserto, un B-52 con tequila al posto del Baileys
• B-52, un B-52 con Cointreau
• B-53, un B-52 con Vodka
• B-54, un B-52 con Amaretto
• B-55, un B-52 con Assenzio
• B-57, un B-52 con Sambuca al posto del Baileys e Triple sec al posto del Grand Marnier

Ingredienti:

  •  2 cl di liquore al caffè
  • 2 cl di crema di whiskey (crema Bayles)
  • 2 cl di Grand Marnier

Preparazione:
Si inserisce il liquore al caffè in un bicchierino da Sherry con l’aiuto di un cucchiaino appoggiato sul vetro. In seguito, con la medesima tecnica e cautela, si versa la crema di whiskey. Quindi si ripete l’operazione con il Grand Marnier. L’ingrediente segreto? Delicatezza e precisione chirurgica durante la preparazione.

Articolo di Davide Ramaioli

Bloody Mary, il cocktail vegano color sangue

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Il Bloody Mary è un cocktail a base di vodka e succo di pomodoro, spezie piccanti come il tabasco o la salsa Worcestershire ed altri aromi quali il cren, il sale di sedano, il pepe nero o il pepe di Caienna e il succo di limone. L’arguto drink – una carezza felpata tutta chic – va a nozze con un buon pinzimonio o con un toast con crema di avocado oppure, ancora, con un’omelette al formaggio. La sua degustazione non si riduce all’aperitivo serale: la miscela si presta ad essere consumata anche la mattina.

Il Bloody Mary è stato inventato dall’attore George Jessel, nel 1939. La Francia, però, ne rivendica la paternità: Ferdinand Petiot scrive, nel 1964, sul New Yorker Magazine, di aver dato vita al cocktail attuale, così come lo conosciamo oggi: con i suoi contrasti decisi, con le sue note vivaci e pungenti. Color sangue, eppure vegano.

Ingredienti        

Preparazione
Si inseriscono in un bicchiere il succo di pomodoro, la salsa Worcestershire e il succo di limone. Si mescola in senso orario per 30 secondi. Si aggiungono il sale e il pepe nero, 5 cubetti di ghiaccio, la vodka e 2 gocce di tabasco. Si mescola ancora per 30/40 secondi e si guarnisce con un gambo di sedano. Ai più ptilosi è consigliato guarnire con un gamberetto. 

Articolo di Davide Ramaioli

Cocktail Bellini, quando l’arte ispira l’arte

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Il Bellini è un long drink a base di prosecco e polpa di pesca, ufficialmente riconosciuto dell’I.B.A. e appartenente alla classe degli sparkling. Le doti intrinseche dello spumante – ossia struttura, mineralità e freschezza – vengono ammorbidite dalla naturale prelibatezza delle pesche, per un cocktail senza compromessi, da sempre protagonista indiscusso di party in e cene galanti. 

Con Giovanni Bellini, il plasticismo metafisico di Piero della Francesca incontra il realismo umano di Antonello da Messina, la pittura veneziana s’innalza, dichiarandosi come eccellenza, e la bellezza torna protagonista. A lasciarsi ispirare da “Giambellino” fu Giuseppe Cipriani, capo barista dell’Harry’s Bar di Venezia. Questi, ammaliato dai pigmenti rosati della toga di un santo ritratto dal pittore, si promise di ideare un cocktail e di battezzarlo con il nome dell’artista. Non un cocktail qualunque, bensì il prezioso nettare che vede il prosecco armonizzarsi con la purea di pesca, per un’eleganza semplice, propria dell’Italia, degli italiani. 

Esistono diverse varianti, più o meno eversive:
Bellini Royale, lo champagne sostituisce il prosecco
Bellini analcolico, la soda sostituisce il prosecco
Mimosa, con succo di arancia anziché di pesca
Tiziano, con succo di uva fragola
Puccini, con succo e polpa di mandarino
Rossini, con succo e polpa di fragole
Tintoretto, con succo di melograno

Ingredienti:

  • 10 cl di prosecco
  • 5 cl di polpa di pesca

Preparazione:
Si mescolano gli ingredienti in un flute e si serve con una fettina di pesca.
Alternativamente, come guarnizione, è possibile optare per un lampone.

Articolo di Davide Ramaioli

Il Re della tavola sta arrivando: a Gubbio torna la Mostra Mercato del tartufo bianco

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L’evento più atteso per gli amanti dell’oro bianco sta arrivando: dal 28 ottobre al 1° novembre Gubbio tornerà ad essere la capitale del tartufo bianco.

La Mostra Mercato nazionale del Tartufo Bianco e dei prodotti agroalimentari costituisce un appuntamento di assoluto rilievo tra le rassegne gastronomiche, sia per la straordinaria qualità del tartufo bianco locale (Tuber Magnatum Pico) e delle altre ricercate specialità agro-alimentari presenti negli spazi espositivi (formaggi di pascolo, norcinerie, carni selezionate, olio, miele, dolci tradizionali), sia per la prestigiosa collocazione nel centro storico di Gubbio, una delle più belle cittadine medievali della penisola.

L’inaugurazione della rassegna – considerata la più importante manifestazione del comprensorio eugubino-gualdese – è prevista per sabato 28 ottobre alle ore 11,00 con l’esibizione degli Sbandieratori di Gubbio; intorno alle 12,30 ci sarà invece il tradizionale appuntamento con la pesatura a cui seguirà la premiazione del “tartufo più grande” tra quelli esibiti dagli espositori o dai cavatori presenti nei padiglioni della mostra.

gubbio-sbandieratori-piazzaSiete certi di essere dei veri esperti in materia? Se avete qualche dubbio vi rinfreschiamo la memoria in modo che possiate visitare la kermesse con scioltezza! 

  • I tartufi sono il corpo fruttifero di funghi che compiono il loro intero ciclo vitale sottoterra (funghi ipogei). Crescono spontaneamente nel terreno accanto alle radici di alcuni alberi o arbusti, in particolare querce e lecci, con i quali stabiliscono un rapporto simbiotico, cioè di scambio di sostanze nutrizionali. Il tipico profumo penetrante e persistente si sviluppa solo a maturazione avvenuta e ha lo scopo di attirare gli animali selvatici nonostante la copertura di terra, per spargere le spore contenute e perpetuare la specie.
  • Questo fungo è noto fin dall’antichità ed era consumato in vari modi dai Sumeri, dai Greci e dai Romani. Nel XVII secolo era considerato un cibo estremamente pregiato; in quel periodo, in Italia, veniva consumato specialmente in Piemonte (soprattutto i tartufi bianchi, mentre quelli neri venivano utilizzati più che altro come farcitura nella preparazione delle pietanze).
  • In Italia esistono ben sette varietà di tartufi: tartufo bianco; tartufo nero pregiato; tartufo bianchetto o marzolino; tartufo estivo scorzone; tartufo nero invernale; tartufo nero liscio; tartufo uncinato.
  • Il tartufo bianco, il Re indiscusso dei tartufi, (Tuber Magnatum Pico) è la specie di tartufo più preziosa sia dal punto di vista alimentare sia da quello economico. Ha un sapore unico e un profumo intenso; si presenta con polpa che va dal nocciola al marrone scuro, secondo il grado di maturazione. La sua carne o gleba è bianca e gialla grigiastra con sottili venature bianche. Viene raccolto durante tutto il periodo invernale, specialmente sotto querce, noccioli e carpini neri, piante con le quali vive in simbiosi. Predilige però il rapporto con pioppo, salice e albanella e vegeta ad una profondità superiore rispetto ad altri tartufi.
  • Come conservare il tartufo? Tanti sono i metodi: uno è quello di riporlo in un barattolino di vetro, ricoprirlo con olio d’oliva e lasciarlo in frigo ad una temperatura compresa tra i 2 e i 4 gradi; in questo modo il tartufo si mantiene integro anche per 7/10 giorni.

Foto credithttps://www.facebook.com/tartufodigubbio/

Angel Face, il cocktail che accompagnò i festeggiamenti del 19 luglio 1919

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l’Angel Face è un drink a base di ginapricot brandy e calvados (un brandy tipico della Normandia). Estremamente semplice, dal gusto rotondo e compatto, possiede un retrogusto fruttato che oscilla tra sentori di albicocca e di mela. Ottimo con crostate croccanti e cheescake, superbo con dessert al cioccolato.

L’Angel Face, un giorno, si chiamava French 75, come il calibro di un noto cannone francese della Prima Guerra Mondiale.
Venne ribattezzato “Volto d’Angelo” da Harry Mac Elhone, fondatore dell Harry ’s bar di Parigi, in occasione dei festeggiamenti del 19 luglio 1919 (la guerra, difatti, si protrasse in campo diplomatico sino a tale data: i mesi che seguirono il patto di Versailles furono aspri, e si consumarono nel vano tentativo della Germania di ottenere uno sconto sui danni i guerra). In quel tempo, il barman lavorava sulla riva del Tamigi e poté quindi assistere alla celebrazione di quel giorno, nonché alla parata trionfale, fortemente voluta dal ministro degli esteri Cruzon per solennizzare il raggiungimento degli accordi di pace con la Germania. In definitiva, Harry intuì saggiamente che sarebbe stato necessario un nuovo nome, degno dell’evento, per rilanciare il cocktail; così lo ribattezzò Angel Face.   

Ingredienti:

  • 1/3 di gin
  • 1/3 di apricot brandy
  • 1/3 di calvados 

Preparazione:
Si inseriscono nello shaker tradizionale 3-4 cubetti di ghiaccio. Si versano il brandy e il gin, si mescola per qualche secondo e si aggiunge il calvados. Si agita e si versa, filtrando, nella coppetta da cocktail.

Articolo di Davide Ramaioli

Bacardi Cocktail, aneddoti e ricetta del pre-dinner statunitense

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Il Bacardi Cocktail è un pre-dinner di origine statunitense, classificato tra i sour, a base di rum bianco, succo di lime e sciroppo di granatina. Solitamente si degusta come aperitivo, tuttavia molti lo preferiscono nelle lunghe nottate estive. La carica alcolica, la freschezza caratteristica e i sentori aromatici del lime lo rendono perfetto per i piatti piccanti messicani o indiani

Il cocktail nasce nel 1917. Il suo nome compare per la prima volta nel ricettario “Ideal Bartender” di Tom Bullock, quale variante del Daiquiri. A differenziare le due miscele è la presenza di sciroppi dissimili. Il Bacardi accoglie lo sciroppo di granatina, il Daiquiri quello di zucchero. La restante parte degli ingredienti è condivisa, entrambi comprendono Rum chiaro e succo di lime.

Il nome è rivelatore: il componente portante del cocktail è il Rum Bacardi, la cui nascita è dovuta alla dedizione di Don Facundo Bacardi, un viticoltore poco gratificato, che decise di realizzarsi dedicandosi alla distillazione della melassa di canna da zucchero. Una scelta azzardata quanto vincente: il Rum Bacardi è uno dei distillati più apprezzati al mondo.

Ingredienti:

  • 4,5 cl di Bacardi Rum chiaro
  • 2 cl di succo di lime
  • 0,5 cl di sciroppo di granatina

Preparazione:
Si inserisce del ghiaccio nella coppa da cocktail affinché si raffreddi. Si inseriscono nello shaker 4,5 cl di Rum Bacardi chiaro, 2 cl di succo di lime, 0,5 cl di granatina e si agita energicamente. Si getta il ghiaccio dalla coppa da cocktail e vi si versa il preparato. Quindi si serve senza guarnizione. 

Articolo di Davide Ramaioli