Alexander, aneddoti e ricetta del cremoso after dinner

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L’Alexander è un classico after dinner a base di gin, crema di cacao scura e crema di lattepreparato con la tecnica shake and strain. Sontuoso, eppure carezzevole, certamente da meditazione, è ottimo per quanti intendono concedersi una coccola delicata e cremosa. 

Già nelle prime guide del ‘900 comparivano cocktail simili all’Alexander, in termini di gusto e filosofia. Solo nel 1914, però, la ricetta attuale denominata con il nome corrente appare nel testo “New Bartender’s guide”, redatto da Charles S. Mahoney e Harry Montague.
Sussistono diverse leggende riguardo l’origine del cocktail, ma tutte poco accreditate.
Tra queste, l’ipotesi che l’Alexander fu creato a New York, dal barista Troy Alexander nei primi anni del secolo scorso, per celebrare il successo della campagna pubblicitaria della Delaware, Lackawanna and Western Railroad.
La mascotte della reclame, infatti, era caratterizzata da un vestito bianco, così singolare da poter ispirare il barman a dar vita alla miscela.

Il basso tenore alcolico, nonché la dolcezza offerta dalla panna e dal cacao hanno conquistato il pubblico femminile, rendendo l’Alexander uno dei drink più amati e richiesti dalle donne.

Ingredienti:

  • 3 cl. di gin
  • 3 cl. di crème de cacao scura
  • 3 cl. di crema di latte
  • Un soffio di noce moscata

Preparazione:
Si versano gli ingredienti in uno shaker colmo di ghiaccio e si agita energicamente. Si filtra quindi in una coppetta da cocktail e si guarnisce con l’imprescindibile spolverata di noce moscata.

Articolo di Davide Ramaioli

EUROCHOCOLATE 2017: PERUGIA TORNA CAPITALE DEL CIOCCOLATO

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Puntuale come ogni anno, torna a Perugia dal 13 al 22 ottobre Eurochocolate, il festival più goloso d’Italia.

Dedicato al cioccolato e al cacao, quest’evento nato nel 1993 rappresenta ad oggi la più grande e importante kermesse sul tema in Europa, capace di richiamare quasi un milione di visitatori.
Le iniziative, che si snoderanno lungo le principali strade e piazze del centro storico di Perugia, saranno numerose e completamente gratuite: mostre, eventi a tema, percorsi di degustazione, spettacoli, tutte ispirate al cioccolato… l’acquolina in bocca è garantita!

Per questa edizione – la 24° – gli organizzatori hanno deciso che sarà anche Tutta un’altra musica.
“Il nostro obiettivo è fondere le note musicali con le note di dolcezza che sempre si diffondono a Perugia, con l’intenzione di coinvolgere ambiti musicali diversi così da raggiungere il variegato popolo di Eurochocolate – spiega il presidente, Eugenio Guarducci – Tutto questo in una città come Perugia, dove la musica e il cioccolato sono di casa”. “Il progetto – aggiunge ancora – vorrà anche animare con musica live più spazi cittadini con artisti e musicisti di strada per una città sempre più accogliente e divertente”.
Viene così definitivamente suggellata la collaborazione con Radio Subasio, che diventerà la radio ufficiale del festival e che firmerà i concerti che si alterneranno sul palco di piazza IV Novembre

scultori-di-cioccolato-all-opera-eurochocolate-perugiaNon mancheranno, inoltre, le imperdibili Sculture di Cioccolato, vere e proprie opere d’arte dolciaria create da blocchi di cioccolato di 1 m³ di volume, che saranno esposte per tutta la durata della manifestazione. Non allontanatevi troppo durante la lavorazione: le scaglie di cioccolato residue saranno distribuite al pubblico!

EUROCHOCOLATE 2017 in pillole:

Dove e quando
A Perugia, dal 13 al 22 ottobre 2017.

Ingresso
Nessun biglietto d’entrata, nessuna fila, nessun pass speciale: per partecipare all’evento basta percorrere le vie e le piazze del centro storico di Perugia.

Le attività in programma
Tutte le iniziative in programma sono gratuite. Controllate però i singoli eventi in programma: per cooking class, convegni o eventi speciali i posti possono essere limitati e può essere richiesto di prenotare in anticipo la partecipazione.

Assaggi e Choco Card
Per tutta la durata della manifestazione sarà possibile degustare le varie tipologie di cioccolato con assaggi gratuiti. I più golosi potranno anche acquistare a soli 6 Euro la speciale Choco Card, che permette di usufruire di omaggi, agevolazioni, sconti e degustazioni gratuite. Il concorso ad essa abbinato, inoltre, potrebbe farvi vincere fantastici premi!

Photo credit: http://www.eurochocolate.com

Spritz, aneddoti e ricetta dell’intramontabile cocktail veneto

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Lo Spritz è un long drink tutto italiano, a base di prosecco, bitter e acqua frizzante o seltz. Una vera celebrità dell’aperitivo prima nel Triveneto, e in breve in tutta la penisola. Reso popolare da campagne pubblicitarie, è divenuto l’emblema della leggerezza, oltre che della spontaneità con cui ci si raccoglie in compagnia. Senza impegno, senza pensieri. Riguardo gli abbinamenti, nessuno stuzzichino è escluso: lo Spritz adora essere degustato in compagnia di tartine e salatini.

Le origini del più caratteristico cocktail veneto sono da rintracciare nelle abitudini dei soldati dell’impero austriaco. Costoro, infatti, già nell’800, allungavano i vini veneti con seltz o acqua frizzante per stemprarne l’elevata gradazione alcolica; non a caso il nome del drink deriva dal verbo tedesco austriaco spritzen, che significa, appunto, spruzzare.

Lo Spritz, però, nasce come cocktail solo tra gli anni Venti e Trenta del Novecento, a Venezia, quando si pensò di congiungere a questa usanza l’Aperol o il Select.

aperol-spritz-cocktail-aperitivoIngredienti:

  • 5 cl. di prosecco
  • 4 cl. di Aperol
  • q.b. di soda/seltz

Preparazione:
Si inseriscono, in un bicchiere old-fashioned contenente del ghiaccio, il prosecco, l’Aperol e la soda. Quindi si guarnisce con l’imprescindibile mezza fetta d’arancia.

Articolo di Davide Ramaioli

Long Island Iced Tea, il cocktail dall’ingannevole parvenza

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Il Long Island è un long drink a base di vodka, tequila, rum bianco, gin, succo di limone e cola. Notturno, dissetante, ricreativo – se si considera l’alta gradazione alcolica -, ideale per una serata estiva senza pensieri. Un lungo brivido, gelido e vellutato insieme. Ottimo in compagnia di stuzzichini sfiziosi, quali possono essere involtini di pasta sfoglia e würstel. 

Il cocktail nasce negli anni ‘70 in un locale di Babylon, nello stato di New York, sull’isola di Long Island. Ad inventarlo fu il barman statunitense Rosebud Butts, ispirato dai panorami paradisiaci di cui la stessa isola è parte. Il colore ambrato ricorda l’aspetto di un tè alla pesca ghiacciato: per questo il drink appartiene alla categoria iced tea, tuttavia di tè non c’è traccia… Un ulteriore invito a dubitare delle ingannevoli parvenze!

long-island-iced-tea-cocktail-bar-banconeIngredienti:

  • 1,5 cl. di cola
  • 1,5 cl. di rum bianco
  • 1,5 cl. di triple sec
  • 1,5 cl. di tequila
  • 1,5 cl. di gin
  • 2,5 cl. di succo di limone
  • 3 cl. di sciroppo di zucchero
  • 1 spruzzo di cola

Preparazione:
Si colma un bicchiere tumbler alto o highball di cubetti di ghiaccio. Si versa 1,5 cl di vodka, 1,5 cl di rum bianco, 1,5 cl di gin 1,5 cl di Tequila e 1,5 cl di triple sec. Si aggiungono quindi 2,5 cl di succo di limone fresco e 3 cl di sciroppo di zucchero. Si riempie il bicchiere fino all’orlo con la cola. Si mescola educatamente. Infine si guarnisce con una spirale di limone o di lime e due cannucce.

Articolo di Davide Ramaioli

Angelo Azzurro, un cocktail senza radici e senza tempo

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L’Angelo Azzurro è un cocktail italiano a base di gin e liquori di agrumi. Consigliato a quanti desiderano spiccare il volo con stile (la gradazione alcolica è notevole, tocca il 19% Vol.). Si consiglia di abbinare il drink a una giacca bianca stile anni ’80 (un azzurro così non conosce accostamento più azzeccato). 

Ogni cocktail ha la sua storia, l’Angelo Azzurro no: le sue origini aleggiano nel mistero. Comunque sono molti quanti affermano che il drink sia una variante del Blue Lagoon, sorta in Italia tra gli anni Cinquanta e gli anni Sessanta.

Il drink deve il suo celestiale colore alla presenza del Blue Curacao, un liquore a base di scorze di laraha, l’arancia dal distintivo sapore amaro che cresce esclusivamente sull’isola di Curacao.

angelo-azzurro-cocktail-limoneIngredienti:

  • O,75 cl. di Gin
  • 2,25 cl. di Blue Curacao
  • 3 cl. di lime
  • 1 scorza di limone

Preparazione:
Si versano gli ingredienti in uno shaker pieno di ghiaccio, si agita e si mesce il preparato in un calice martini precedentemente raffreddato. Quindi si guarnisce con una scorza di limone.

Articolo di Davide Ramaioli

Caipirinha, aneddoti e ricetta del cocktail brasiliano per antonomasia

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Calcio, samba, foresta amazzonica e… Caipirinha! Sono questi gli emblemi “do Brasil”. L’ultimo in particolare, il cocktail brasiliano per antonomasia, possiede un nome rivelatore, che richiama i colori giallo e verde, quindi le spiagge soleggiate e la vegetazione caratteristica, la bandiera del Paese, la campagna. Il progenitore della Caipirinha, infatti, nasce in un contesto agreste, come rimedio naturale contro l’influenza. Inventato  dai contadini paulisti, era un tonico preparato con cachaca, lime, zucchero e miele. Negli anni Cinquanta la caipirinha cambia ancora, fino ad assumere la formula dei nostri giorni, e si diffonde con successo prima nei bar di Rio de Janeiro e San Paulo e posteriormente in tutto il mondo, entrando a far parte della lista ufficiale dei cocktail IBA.

Caipiroska, la variante più riuscita
I gruppi Smirnoff e Bacardi, non appena approdarono in Brasile, riconobbero il successo titanico riscosso dalla Caipirinha e, quindi, ne proposero una variante altrettanto deliziosa: la Capiroska. Una sola differenza: la vodka sostituisce la cachaca.

caipirinha-cocktail-preparazioneIngredienti:

  • 6 cl. di cachaca
  • Mezzo lime
  • Zucchero di canna (tre cucchiaini)
  • Ghiaccio tritato

Preparazione:
Si taglia il lime in quattro spicchi e si inseriscono con lo zucchero in un bicchiere old fashioned. Quindi si preme con il pestello la polpa del lime e si aggiunge il ghiaccio tritato. Un ultimo accorgimento: una fettina sottile sottile di lime sul bordo del bicchiere e due cannucce.

Articolo di Davide Ramaioli

Cuba Libre, un cocktail o un grido di battaglia?

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Il Cuba Libre è un long drink a base di rum bianco, cola e lime, riconosciuto ufficialmente dall’I.B.A. Un cocktail semplice, fresco, dolce e – attenzione bene – distante anni luce dal troppo facile “Rum e Cola”.  Ideale con paste fredde, pesce al forno e insalate di riso. 

Il drink nacque tra il 1900 e il 1902, a l’Avana, mentre Cuba otteneva l’indipendenza dalla Spagna per via del supporto americano. In quel tempo, il capitano Russel dei corpi di comunicazione americani ordinò all’American Bar di Calle Nettuno – un locale aperto da due imprenditori americani nella capitale cubana – “Coca Cola americana, rum cubano e una spruzzata di lime in un bicchiere pieno di ghiaccio”, brindando successivamente “Por Cuba libre” (per Cuba libera), il grido di battaglia dei guerriglieri. E così l’amicizia tra cubani e americani si riversò in un cocktail che ieri come oggi infervora gli animi. 

cuba-libre-cocktail-bottiglia-coca-colaIngredienti:

  • 5 cl. di light rum (bianco)
  • 10 cl. di cola
  • 1 cl di succo di lime
  • 1 fetta di lime

Preparazione:
Si colma un tumbler alto con del ghiaccio per raffreddare il bicchiere, quindi si filtra il ghiaccio e l’acqua in eccesso. Si versano il rum e la cola, si mescola e si serve con la fettina di lime.

Articolo di Davide Ramaioli

Moscow Mule, aneddoti e ricetta del cocktail ispirato dalle coincidenze

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Il Moscow Mule è un long drink a base di vodka, ginger beer e succo di lime, riconosciuto ufficialmente dall’I.B.A. Dissetante e arguto, universalmente noto per la presenza dello zenzero, è pervaso dalla sua nota piacevolmente pungente. Da provare con spaghetti al ragù di gallinella, o in compagnia di un panino con petto di pollo grigliato, pesto allo zenzero e pomodoro. 

Il cocktail nasce a New York, nel 1941, in un bar del centro città. Ad un tavolino siede John G. Martin, distributore della vodka Smirnoff, un prodotto poco apprezzato negli Stati Uniti. Poco più in là, al bancone, è adagiato Jack Morgan, il proprietario del locale più frequentato di Hollywood, che sta provando a lanciare il suo Ginger Beer, un drink a base di zenzero. Fatalmente i due s’incontrano, si parlano e trovano un’idea brillante che dà origine al Moscow: accordare i due ingredienti aggiungendo un po’ di lime per creare un long drink esclusivo. Ad inserirsi nella conversazione è un’imprenditrice che deve smaltire uno stock di tazze mug di rame con su stampato un asinello. Un’imprenditrice di nome Moscow Mule

moscow-mule-cocktail-tavolo-aperitivieceneIngredienti:

  • 4,5 cl. di vodka
  • 12 cl. di ginger beer
  • 0,5 di cl. di succo di lime fresco
  • 1 fetta di lime

Preparazione:
Si colma di ghiaccio una tazza di rame o un tumbler alto (decisamente meglio la prima). Si aggiunge la vodka, il ginger beer e il succo di lime. Per finire, si guarnisce con una fetta di lime, alternativamente con dello zenzero fresco o una fettina di cetriolo.

Articolo di Davide Ramaioli

Negroni, aneddoti e ricetta dell’iconico cocktail fiorentino

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Il Negroni è un pre-dinner a base di vermut rosso, bitter e gin. Inconfondibile per la colorazione accesa, che oscilla tra lo scarlatto e il vermiglio, e per il sapore unico: ora dolce ora amaro ora secco, pur sempre sfuggente.

Il drink nasce negli anni ’20, a Firenze, nel Caffè Casoni di Via de’ Tornabuoni, per via di un’intuizione del conte Camillo Negroni. Questi, sul calar della sera, di ritorno da un suo viaggio a Londra, stufo di chiedere “il solito”, domandò al barista Fosco Scarsarelli di aggiungere una spruzzatina di gin al suo Americano. Da allora il Cocktail Negroni divenne di tendenza, catturando il tempo e infiniti estimatori, e affermandosi – a buon diritto – come un’intramontabile icona italiana. 

negroni-cocktail-aperitivo-focaccine-tavoloIngredienti:

  • 60 ml. di gin
  • 60 ml. di Bitter Campari
  • 60 ml. di Vermouth rosso
  • 1 fetta d’arancia

Preparazione:
Si colma un bicchiere old fashioned (o tumbler basso) con del ghiaccio, quindi con l’aiuto di un dosatore si procede aggiungendo il gin, il bitter e il vermut rosso. Si mescola brevemente e si guarnisce con una fetta d’arancia.

Articolo di Davide Ramaioli

Cocktail Martini, aneddoti e ricetta del leggendario pre-dinner

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“Agitato, non mescolato.”

La celebre frase di James Bond si riferisce al Cocktail Martini – il leggendario pre-dinner a base di gin e vermut dry.

Riconosciuto dall’ I.B.A. come “Dry Martini”, il drink non ammette errori: esige dal barista una sensibilità superiore, e dal bevitore l’idoneità a captare ogni iridescenza di gusto. L’alto tenore alcolico, inoltre, restituisce sensazioni decise, percezioni forti: non alla portata di tutti. 

L’invenzione del drink si deve ad un talentuoso barista italiano, Martini, che avrebbe omaggiato con l’omonimo cocktail John D. Rockefeller (imprenditore e filantropo statunitense), nel Knickerbocker Hotel di New York; forse ispirandosi al Martinez – miscela contenente gin e vermut -, forse assecondando eteree intuizioni.

Guarnire la miscela con un’oliva fu un’alzata d’ingegno dettata dalla necessità: finiti gli stuzzichini, il barman originario di Arma di Taggia dovette attingere dalla sua scorta personale di olive per guarnire il drink. Fu un sacrifico per cui ancora oggi rendiamo grazie. 

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Ingredienti:

  • 6 cl. di gin
  • 1 cl. di vermut dry
  • 1 oliva verde
  • 1 buccia di limone (alternativa all’oliva)

Preparazione:
Si pone del ghiaccio in una coppetta per raffreddarla. Si colma un mixing glass con ghiaccio, si versano il vermut e il gin, quindi si rimescola. Si getta il ghiaccio dalla coppetta e si versa il cocktail, filtrando. Si prende la scorza di limone e la si strizza sopra la superficie del cocktail, in modo che gli oli essenziali dell’agrume possano profumarlo. Alternativamente si guarnisce con un’oliva verde.

Articolo di Davide Ramaioli