Il Re della tavola sta arrivando: a Gubbio torna la Mostra Mercato del tartufo bianco

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L’evento più atteso per gli amanti dell’oro bianco sta arrivando: dal 28 ottobre al 1° novembre Gubbio tornerà ad essere la capitale del tartufo bianco.

La Mostra Mercato nazionale del Tartufo Bianco e dei prodotti agroalimentari costituisce un appuntamento di assoluto rilievo tra le rassegne gastronomiche, sia per la straordinaria qualità del tartufo bianco locale (Tuber Magnatum Pico) e delle altre ricercate specialità agro-alimentari presenti negli spazi espositivi (formaggi di pascolo, norcinerie, carni selezionate, olio, miele, dolci tradizionali), sia per la prestigiosa collocazione nel centro storico di Gubbio, una delle più belle cittadine medievali della penisola.

L’inaugurazione della rassegna – considerata la più importante manifestazione del comprensorio eugubino-gualdese – è prevista per sabato 28 ottobre alle ore 11,00 con l’esibizione degli Sbandieratori di Gubbio; intorno alle 12,30 ci sarà invece il tradizionale appuntamento con la pesatura a cui seguirà la premiazione del “tartufo più grande” tra quelli esibiti dagli espositori o dai cavatori presenti nei padiglioni della mostra.

gubbio-sbandieratori-piazzaSiete certi di essere dei veri esperti in materia? Se avete qualche dubbio vi rinfreschiamo la memoria in modo che possiate visitare la kermesse con scioltezza! 

  • I tartufi sono il corpo fruttifero di funghi che compiono il loro intero ciclo vitale sottoterra (funghi ipogei). Crescono spontaneamente nel terreno accanto alle radici di alcuni alberi o arbusti, in particolare querce e lecci, con i quali stabiliscono un rapporto simbiotico, cioè di scambio di sostanze nutrizionali. Il tipico profumo penetrante e persistente si sviluppa solo a maturazione avvenuta e ha lo scopo di attirare gli animali selvatici nonostante la copertura di terra, per spargere le spore contenute e perpetuare la specie.
  • Questo fungo è noto fin dall’antichità ed era consumato in vari modi dai Sumeri, dai Greci e dai Romani. Nel XVII secolo era considerato un cibo estremamente pregiato; in quel periodo, in Italia, veniva consumato specialmente in Piemonte (soprattutto i tartufi bianchi, mentre quelli neri venivano utilizzati più che altro come farcitura nella preparazione delle pietanze).
  • In Italia esistono ben sette varietà di tartufi: tartufo bianco; tartufo nero pregiato; tartufo bianchetto o marzolino; tartufo estivo scorzone; tartufo nero invernale; tartufo nero liscio; tartufo uncinato.
  • Il tartufo bianco, il Re indiscusso dei tartufi, (Tuber Magnatum Pico) è la specie di tartufo più preziosa sia dal punto di vista alimentare sia da quello economico. Ha un sapore unico e un profumo intenso; si presenta con polpa che va dal nocciola al marrone scuro, secondo il grado di maturazione. La sua carne o gleba è bianca e gialla grigiastra con sottili venature bianche. Viene raccolto durante tutto il periodo invernale, specialmente sotto querce, noccioli e carpini neri, piante con le quali vive in simbiosi. Predilige però il rapporto con pioppo, salice e albanella e vegeta ad una profondità superiore rispetto ad altri tartufi.
  • Come conservare il tartufo? Tanti sono i metodi: uno è quello di riporlo in un barattolino di vetro, ricoprirlo con olio d’oliva e lasciarlo in frigo ad una temperatura compresa tra i 2 e i 4 gradi; in questo modo il tartufo si mantiene integro anche per 7/10 giorni.

Foto credithttps://www.facebook.com/tartufodigubbio/

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