“Le Radici” della tradizione culinaria viareggina sono qui, da Massimo Barsotti!

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Un omaggio a “Le Radici” della tradizione locale e toscana, celebrate attraverso i suoi sapori più genuini: così potremmo descrivere l’omonimo ristorante di Massimo Barsotti, inaugurato poco meno di un mese fa a Viareggio

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Immerso nel verde ombroso della pineta di levante il nuovo locale di Barsotti – ristoratore già conosciuto in zona per la trattoria “Burlamacco” – nasce dall’esigenza del titolare di rinnovarsi e di creare uno spazio in grado di rispecchiare la sua personalità, sia dal punto di vista estetico che, soprattutto, culinario.

Così come il suo chef, infatti, “Le Radici” si caratterizza per l’ambiente informale ma al tempo stesso curato e originale.

Parliamo del menù: come è stato concepito?
Il menù è semplice e si basa sulla qualità delle materie prime: non ci interessa proporre dei piatti particolarmente elaborati bensì offrire una cucina in cui si possa riconoscere la genuinità e la semplicità dei sapori di una volta. Per i carpacci e le tartare di manzo, nonché per le bistecche e le tagliate alla brace, ad esempio, utilizziamo solo manzi nati ed allevati in Toscana. Oltre alle proposte “carnivore” abbiamo nel menù anche una discreta scelta di piatti a base di pesce di lisca, preparati solo in forno a legna o sul braciere a carbone. Non mancano neppure i piatti tipici della tradizione viareggina, come  il cacciucco (che prepariamo solo su richiesta). A partire dalla metà del mese di settembre inoltre, il menù sarà ancora più ricco e vedrà l’ingresso di una serie di pietanze legate alla stagione: cacciagione, umidi e zuppe.  Con queste prevedo di conquistarvi definitivamente!

tartare-di-manzo-condimenti-le-radici-aperitivieceneIl piatto “cavallo di battaglia” del menù? I trucchi per cucinarlo a casa propria?
maltagliati alla trabaccolara, un sugo tipico viareggino. I miei segreti? I maccheroni (o maltagliati per l’appunto) del pastificio Franceschi e il pesce freschissimo “di fondale”: tracina (o sampietro), scorfano e gallinella. Il trucco per intensificare il sapore del piatto è quello di preparare un brodo con le lische del pesce in cui cuocere poi la pasta. Per il resto… fate voi! Da mano a mano qualsiasi piatto cambia.
Tra i “cavalli di battaglia” non possiamo non menzionare anche la nostra pizza, in molti ci conoscono proprio per merito suo!

Se tu fossi un piatto saresti…
Il cinghiale in umido – ovviamente quello viareggino, “a km zero”, scherza Massimo – perché rispecchia le mie passioni più grandi, la carne e la caccia. Se invece fossi un piatto di mare sarei il cacciucco, ne combino talmente tante…

Qual è l’ingrediente segreto del nuovo locale?
La possibilità, per i miei colleghi ristoratori – e anche per chi ha delle improvvise voglie “notturne” – di venire a cenare in tarda serata. A patto di rispettare due piccole condizioni: solo pietanze alla brace (quindi niente primi piatti) e prenotazione con almeno una mezz’ora di anticipo. Se non volete andare a letto affamati, chiamate!

Tornerete a “Le Radici”
…. perché non avete trovato posto la sera prima!

UNA BRUSCHETTA TIRA L’ALTRA A LA TENTAZIONE – FOOD AND WINE

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Bruschette al metro, servite su un unico tagliere, da mangiare con le mani, dividendosele tra commensali: a La Tentazione – Food&Wine, nel cuore della “vecchia” Viareggio, la bruschetta è un rito da assaporare in gruppo, un momento gustoso per ritrovarsi, in famiglia o tra amici.
La regina dell’antipasto toscano – declinata nelle sue innumerevoli varianti – non è l’unica prelibatezza di questo ristorante, aperto nel mese di settembre 2016 da Nicola Carradori, proprietario nonché chef del locale.

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La Tentazione – Food&Wine: com’è nata la tua attività? Perché questo nome?
Dopo anni trascorsi all’estero viaggiando tra Africa, Bulgaria, Asia ed Emirati Arabi avevo voglia di tornare in Italia e mi stuzzicava l’idea di aprire un locale in cui proporre una cucina toscana “rivisitata” con piatti originali che potessero… tentare le persone ad assaggiarli! Al momento ci stiamo riuscendo: merito della passione per questo lavoro, un ingrediente fondamentale per far felici i clienti! Certamente non possiamo accontentare tutti, ma di sicuro ci proviamo al 101%.

Ristorante ‘classico’ ma anche bruschetteria: come hai avuto questa idea?
Amo tantissimo la pizza ed avrei voluto inserirla nel menù ma per cause di forza maggiore non è stato possibile. Ragionando sulle possibili alternative mi sono venute in mente le bruschette, un piatto sfizioso e versatile, proprio come la pizza! Adesso sono molto soddisfatto di questa intuizione, che rende La Tentazione – Food&Wine un locale unico nella zona.

Prima volta a La Tentazione – Food&Wine: cosa assaggiare?
Per quanto riguarda le bruschette, ne abbiamo davvero per tutti i gusti, anche una particolare attenzione meritano la ‘Maiolana’, la ‘Montanare’ e la ‘Mare tutto mare’.
Dal lato ristorante, invece, direi i tortelloni neri di pesce con vellutata di zucchine  e polvere di liquirizia, un piatto prelibato e originale. Per chi si sente meno ardito, suggerisco la pasta cozze e vongole arricchita con pancetta e zafferano, un piatto che non delude mai!

Qual è il segreto delle tue bruschette? Puoi darci una ricetta da provare a casa?
Uno dei trucchi che posso svelare è che utilizziamo in prevalenza pane al mais.  Una ricetta? Vi consiglio una delle mie preferite, la ‘Maialona’! Prendete del pane e, prima di tostarlo, conditelo con un po’ d’olio buono ed uno spicchio d’aglio tagliato finemente. Mescolate qualche fetta di mozzarella (o di  qualsiasi altro tipo di formaggio che avete nel frigo!) con  qualche pezzo di affettato a vostro piacimento e ponetelo sopra le fette di pane. Spolverate con il parmigiano, mettete in forno e… voilà, lo spuntino è servito!

La bruschetta in compagnia la paghi… la metà! Come funziona questa divertente promozione?
Ogni martedì sera scontiamo la cena del 50% a tutti i clienti
che, oltre a prenotare un tavolo per 4, 8 o 12 persone – tutti i multipli di 4 valgono! – accettano di trascorrere la serata senza mai usare il telefono cellulare. Andare al ristorante e’ sinonimo di ritrovarsi, parlare, scherzare… giusto o no? Per questo motivo vogliamo premiare la convivialità, con la speranza che la nostra bruschetta possa essere un veicolo per socializzare, in modo che il telefonino scompaia… come ai vecchi tempi! Lo stesso principio vale anche per le uscite in famiglia: il sabato e la domenica i bambini mangiano gratis!

Mixology al Giordano Bruno 2.0: il bartender Dario Piroddi si racconta

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Un lounge bar dentro a un ristorante… o un ristorante dentro a un lounge bar?!
Giordano Bruno 2.0, l’ultima scommessa di Alessandro Bertolucci, punta a proporre una nuova tipologia di locale nel panorama ristorativo viareggino, un luogo in cui ritrovarsi dall’aperitivo fino al dopo cena immersi nella magica cornice regalata da uno degli scorci più suggestivi di Viareggio.

Un ruolo chiave all’interno di questa innovativa architettura ristorativa è quello di Dario Piroddi, il bartender a cui spetterà il compito di educare i palati viareggini alla cultura mixology.  «Vorrei ringraziare Alessandro che ha creduto in questo progetto e ha creato uno staff di giovani professionisti entusiasti (tra cui lo chef Davide Colombu, Lorenzo CanovaAlexander Faa n.d.r.) con cui sono fiero di collaborare. Stiamo lavorando molto tra la cucina e il bar per far coesistere entrambe le realtà che compongono il Giordano Bruno 2.0.  e speriamo che i nostri sforzi vengano apprezzati!»

alcolici-scaffale-legno-giordanobruno2.0Al Giordano Bruno 2.0. sarà possibile provare il food pairing: cosa significa? Un abbinamento da provare? 
Tra una decina di giorni circa partiremo con il nuovo menù in cui sarà dato spazio al food pairing, la disciplina culinaria che, comparando la catena molecolare aromatica degli alimenti, cerca di rendere la degustazione una vera e propria esperienza sensoriale. Per adesso potete gustare una piccola anteprima: un Margarita con succo di pompelmo rosa che accompagna la nostra già famosissima cruditè di mare.

Professione bartender: come ti sei formato? Cosa serve per svolgere questo lavoro?
Come spesso succede, ho iniziato questo percorso giovanissimo e poi nel 2002 ho deciso di studiare presso la celebre scuola “Planet Onea Bastia Umbra per specializzarmi nella disciplina working flair (che prevede l’utilizzo di tecniche acrobatiche con shaker e bottiglie di alcolici n.d.r.). In seguito ho sentito l’esigenza di una formazione più tecnica e a 360°, così ho conseguito tutti i corsi  A.I.B.E.S.… oltre a numerose gare sia in campo nazionale che europeo per misurare le mie capacità! Questa professione può sembrare facile ma indubbiamente, come nella maggior parte dei casi, la caratteristica principale per riuscire è la passione unita al sacrificio.

Mixology: cosa significa per i profani? Come declinate questa “filosofia” al Giordano Bruno 2.0?
Per definizione con mixology si intende l’arte di miscelare i cocktail riuscendo a interpretare i “vecchi classici” in chiave moderna con un tocco di personalizzazione. Il bere miscelato si basa sulla misurazione attenta degli ingredienti ( è dal 1961 che sono state definite regole precise di dosaggio per i cocktail più richiesti n.d.r.) e, sulla crescente applicazione di diverse tecniche prese in prestito agli chef. Fondamentali sono gli ingredienti: al Giordano Bruno 2.0 è stata fatta (come per la cucina) una scelta ricercata decidendo di utilizzare solo prodotti di qualità nonché prodotti “home made” che preparo io stesso, come i bitter aromatici e gli sciroppi.

L’ingrediente senza cui non potresti lavorare?
Sicuramente la dedizione che ho per questo lavoro! In senso più tecnico, invece, non c’è un ingrediente in particolare.

mixology-cocktail-provetta-giordanobruno2.0Qual è il tuo stile? A chi ti ispiri?
Avendo una formazione a 360° cerco di fondere le mie conoscenze sperimentando ogni giorno nuovi cocktail allo scopo di migliorarmi. Sicuramente la mia fonte d’ispirazione è  il collega e maestro Dario Comini, bartender e proprietario del Nottingham Forest di Milano, un autentico guru delle tecniche molecolari nei drink.

La tua specialità?
Dato che una delle tecniche che prediligo è il fat-washing, un processo che permette di infondere vari liquidi con il sapore di grasso fuso, direi lo Smoked Bacon Bloody Mary, ovvero una vodka al gusto di bacon. La prima volta che ho assaggiato questa strana commistione di sapori è stata in America, quando ho bevuto un Bloody Mary “classico” accompagnato da una fetta di bacon croccante. Per quanto riguarda invece i cocktail classici, non ho dubbi: il mitico Martini cocktail!

Aperitivo e dopo cena, cosa scegliere tra le tue creazioni?
Per l’aperitivo consiglio un Americano Fusion, che prevede l’aggiunta di ginger beer e cetriolo, che in questo caso ha la doppia funzione di decorare e aromatizzare il drink. Per il dopo cena, invece, un Vodka Sour “sporcato”, come lo definisco io, da uva bianca e salvia.

mixology-cocktail-uva-bianca-dario-piroddiLa ricetta di un tuo cocktail da provare a casa per sorprendere gli amici?
Lo Zia Grazia a base di vodka alla pesca! Per prepararlo servono: 3/10 di vodka alla pesca, 2/10 di Cointreau, 5/10 di succo d’ananas e uno splash – ovvero “una spruzzatina” – di sciroppo alla fragola. Inserite tutti gli ingredienti con un po’ di ghiaccio in uno shaker (se ne trovano anche di molto economici!) e… shakerate vigorosamente!

Analcolici: cosa consiglieresti a un astemio?
Il Virgin Giordano con yogurt bianco, purea di fragola e succo ace. Questo cocktail è nato quasi per sfida: mi è stato chiesto un drink che avesse dello yogurt all’interno e così è nata questa meraviglia che oltre a essere analcolica è anche molto salutare!

Terminiamo con una previsione: questa sarà l’estate del…
Il 2016 ha visto il ritorno dei “grandi classici” e, in particolare, la rivisitazione del Gin Tonic,  grazie alla notevole espansione sul mercato delle nuove tipologie di questo distillato. Il 2017, a mio parere, non si sposterà da questa tendenza e sarà un anno che vedrà la definitiva consacrazione del Gin Tonic, un cocktail capace di assumere tantissime sfaccettature… vi aspetto per assaggiare la mia versione!

 

La tradizione culinaria camaiorese in tavola al Ristorante Bernardone

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Immerso nel verde della campagna camaiorese, sulla rive di un esile torrente cristallino, sorge un antico frantoio e mulino, un tempo piccolo ristoro per chi percorreva la strada diretto a Nocchi e adesso rinomato ristorante tra i cultori della cucina locale: Bernardone.

Quando Elisa Meconi – trentenne viareggina con un passato da giurista – ha saputo della possibilità di riaprire le porte di questo locale, un vero e proprio pezzo di storia camaiorese a cui è affettivamente molto legata, non ha avuto dubbi e si è lanciata a capofitto nell’impresa assieme al marito, Umberto Olivieri.

salumi-toscani-e-vino-rosso-del-ristorante-bernardone«Pur essendo molto contenta del mio percorso di studi – ci racconta – ho sempre avuto il desiderio di aprire un ristorante, dettato in parte dalla passione che nutro per la cucina e in parte dal bisogno di lavorare “in mezzo alla gente”. La possibilità di riportare in vita Bernardone mi ha entusiasmata subito, anche per i ricordi che mi legano a questo locale, che è stato lo scenario di innumerevoli scorpacciate, molto spesso con i miei nonni (che purtroppo adesso non ci sono più).»

Bernardone è un locale “storico”, cosa puoi dirci al riguardo?
Posso solo rendere un omaggio più che meritato alle sorelle Rosi e alle loro famiglie che hanno saputo, grazie a oltre mezzo secolo di duro lavoro, far apprezzare a così tante persone una cucina sana, genuina e che incarna perfettamente le tradizioni della nostra terra. Per conto nostro vorremmo di introdurre qualche innovazione con l’idea di creare un ambiente che possa attagliarsi ad un pubblico il più ampio possibile, anche per età, mantenendo però i capisaldi di questo splendido posto, tra cui spiccano  in primis la cuoca Rosalina Frediani e la cameriera Sonia Ceragioli, che per lungo tempo hanno lavorato con la precedente gestione e costituiscono il miglior ponte tra ieri ed oggi. Una doverosa lode spetta anche al cuoco Giuseppe Garelli, cui è affidato l’oneroso compito della griglia, che ha portato la sua decennale esperienza in cucina, in particolare nei piatti di mare che solitamente proponiamo quando organizziamo cene private e cerimonie.

Cosa vi distingue? Il vostro ingrediente segreto?
L’amore. È una scelta rischiosa nei tempi in cui viviamo quella di aprire un’attività, ma l’istinto del cuore ha prevalso. Così come l’amore per la tradizione culinaria toscana e per i piatti rustici tipici del camaiorese: le torte di pepe, i tordelli e tutta la pasta fatta in casa, i tagliarini “co’fagioli” e il al pollo fritto, nonché i dolci preparati dalla Rosy. C’è passione nelle mani che impastano con vigore e dolcezza al tempo stesso… passione e voglia di raccontare come questi piatti vengono preparati. Una passione compresa e ricambiata da tutte le persone che ritornano e che ci scelgono per festeggiare anche gli avvenimenti più importanti. Non potete immaginare la soddisfazione!

Un aneddoto divertente?
Nella nostra cucina? Bisognerebbe mettere una telecamera: ci divertiamo parecchio nonostante i momenti di stress! Rosy, la nostra cuoca, ogni tanto ci regala una perla di saggezza, una su tutte: «Quando basta è assai!»

Se tu fossi un piatto di Bernardone saresti..​
Io? È dura scegliere… se fossi un primo sarei gli gnocchi impastati all’ortica e conditi con il tartufo, mentre come secondo sarei i funghi porcini al cartoccio cotti sulla griglia. Se fossi un dessert, invece, sicuramente il Rosalino, il dolce a base di crema di nocciole che prende il nome dalla nostra cuoca.

Un motivo per provare il ristorante Bernardone?
Perché ce la mettiamo tutta! Le materie prime sono accuratamente selezionate, tutto quello che possiamo, dal pane alla pasta fino ai dolci lo produciamo direttamente. L’ambiente è rilassato e la location è meravigliosa, tanto d’inverno con il caminetto acceso quanto in estate con l’immenso prato verde e lo scorcio sul lungo torrente. In più il locale è talmente grande che offre la possibilità di sfruttare ambienti separati, prestandosi agevolmente all’organizzazione di diversi tipi di serate, da matrimoni in grande stile fino alle feste con musica tra amici. Se volete trascorrere momenti di puro relax all’insegna del gusto, veniteci a trovare!

Photo Credit: Greta Antoni
Graphic Matteo Merlini

Egg Magazine Summer Arena

Manca poco, anzi pochissimo, all’evento più atteso dell’estate viareggina 2016: EGG MAGAZINE SUMMER ARENA, lo spettacolo dedicato ai talenti emergenti e a tutti coloro che hanno voglia di ascoltarli e di vivere lo spirito festoso della “Perla del Tirreno”, inaugura questa sera alle ore 19:00.

I ragazzi di Egg Magazine, capitanati da Marco Ninci, fondatore della rivista, tornano ad animare Viareggio con un vero e proprio festival di due giorni (venerdì 12 e sabato 13 agosto), che si terrà in Piazza Mazzini e avrà come protagonisti talenti emergenti, artisti, band e dj, accompagnati dalla più rock delle emittenti radiofoniche italiane, Virgin Radio, e dall’etichetta discografica, Oceantrax Records, celebre tra gli amanti della musica grazie a mix e produzioni realizzate per star del calibro di Whitney Houston, Jamiroquai, Vasco Rossi, Mario Biondi, Diana Ross, Kylie Minogue e tanti altri. Per l’occasione verranno celebrati i 20 anni di attività della celebre etichetta discografica, che omaggerà il pubblico con un super Dj del mitico GianniBini.

Il programma dell’evento, patrocinato dal Comune di Viareggio e dalla Confesercenti Toscana Nord, prevede una prima serata di musica live, dai ritmi soft del cantautorato contemporaneo fino a quelli più energici dal sound rockeggiante, ed una seconda serata, invece, improntata su quella che sembra l’espressione musicale più avanguardistica, il dj setting, un’unica consolle per tanti stili, per tanta e varia musica dance.

Musica, ma non solo: lo chef stellato Cristiano Tomei , meglio conosciuto come “Il re della griglia” del programma televisivo andato in onda su DMAX, e il suo staff de “L’Imbuto”, ristorante gourmet  di Lucca, saranno presenti per tutta la durata del festival per allietare i palati dei partecipanti con la rivisitazione in chiave contemporanea dei piatti tipici locali.

Preoccupati per la prova costume? Niente paura, il pomeriggio di sabato 13 Agosto, dalle ore 15:00 fino alle ore 19:00, Piazza Mazzini sarà animata da diverse attività ginniche (Zumba, Crossfit, Spinning e Functional Training )proposte dalle palestre EX B2k Balena 2000 e Centro Fitness Michie Mouse by Sport Company ssdarl, a cui sarà possibile partecipare gratuitamente.

Ogni epoca ha i suoi usi, i suoi costumi.
Ogni epoca ha le sue rivoluzioni.
Egg Magazine Summer Arena,
festival contemporaneo dedicato alla musica, alla danza e alle prelibatezze culinarie.
Due giorni di vibrazioni positive,
due notti per dimostrare che lo spirito dei creativi è ancora vivo.

La riscossa della Fata Verde: la Notte dell’Assenzio al Caffè Shelley

ragazza che beve assenzio

Erano i tempi dei poeti maledetti, delle infinite notti parigine e degli eccessi capaci di esaltare i sensi. Era il XIX secolo e l’assenzio – distillato ottenuto dalla lavorazione delle foglie dell’Artemisia absinthium e conosciuto con il soprannome la Fée Verte (la Fata Verde) – aveva conquistato in Europa il primato di liquore più apprezzato.

Illustrazione di Vanessa Vannucci
Illustrazione di Vanessa Vannucci

Ritenuto in grado di stimolare ed accrescere la creatività artistica, l’alcolico inventato dal medico francese Pierre Ordinaire, oltre ad essere il protagonista indiscusso delle serate bohémien parigine si era affermato, in generale, come bevanda prediletta dalla popolazione, desiderosa anch’essa di evadere dalle miserie quotidiane e dai ritmi di lavoro estenuanti dei primi anni della rivoluzione industriale. La Fata Verde, infatti, veniva consumata tutti i giorni prima di rientrare a casa come un qualsiasi aperitivo, tra le 17 e le 19, arco di tempo che per questo motivo venne ribattezzato eure verte (l’ora verde).

Proprio a causa del suo successo (che, inoltre, ostacolava i guadagni delle lobbies produttrici dei distillati del vino), l’assenzio divenne il capro espiatorio su cui fu fondata la battaglia contro l’alcolismo, resasi necessaria dal preoccupante dilagare di questo fenomeno. Accusata di produrre effetti nocivi peggiori rispetto a quelli di altri alcolici, tali da comportare uno stato di alterazione fisica, denominato absintismo, paragonabile a quello derivante dall’uso di sostanze stupefacenti, la Fata Verde venne infine messa al bando e proclamata illegale in quasi tutto il mondo, ad eccezione di Spagna e Inghilterra.

L’ostracismo nei confronti della “fatina” non è cessato che in epoca recente, grazie all’intervento degli organi legislativi europei, che sul finire degli anni ottanta hanno fatto cadere il divieto di fabbricazione, importazione e distribuzione per l’assenzio.

Il ritorno alla legalità della Fata Verde è stata l’occasione per i gestori del Caffè Shelley, uno dei bar più frequentati di Viareggio, di creare un evento ad hoc dedicato alla regina dei distillati: la Notte dell’Assenzio.
granita all'assenzio
Inizialmente in collaborazione con La Fée Absinthe, una delle prime aziende che hanno ricomiciato la produzione dopo l’abrogazione della normativa, la serata consente di assaggiare, sotto forma di diversi tipi di cocktails, questo celebre distillato.
L’assenzio moderno  – è bene precisare – non è esattamente la vecchia “fata verde”: non sono presenti tutte quelle sostanze tossiche che provocavano allucinazioni e disfunzioni muscolari, e che erano dovute a procedimenti di lavorazione meno raffinati e talvolta adulterati (ad esempio con il solfato di rame).
– Il modo tradizionale prevede che l’assenzio sia servito con ghiaccio e con un po’ di acqua fredda, alla maniera dell’aperitivo francese – mi spiega Fausto Pezzini, proprietario del Caffè Shelley insieme ad Andrea Baldelli. – Lo stile bohémien, invece, consente l’aggiunta di una zolletta di zucchero, quella a cui oggi si usa dar fuoco, soprattutto per alimentare la magia del momento. Gli altri due cocktails che abitualmente serviamo in questa serata sono La Fata Cubana (una sorta di mojito) e il Black Fair (con assenzio, caffè, whiskey, khaluha e zucchero liquido, rigorosamente shakerato!). Per questa edizione abbiamo creato un nuovo cocktail, la granita espressa di assenzio, preparata in modo da preservare il più possibile gli aromi ed i sapori originali di questo liquore dal gusto ricordante l’anice. –

rivisitazione del guernica di picasso
Illustrazione di Matteo Pecchia

La Notte dell’Assenzio – ormai appuntamento fisso dell’estate viareggina – torna giovedì 11 e venerdì 12 agosto e mette come tutti gli anni in palio – per coloro che avranno il coraggio di degustare 3 pozioni– la t-shirt prodotta appositamente per l’evento (immagine in copertina, n.d.r.), per questa edizione illustrata da Matteo Pecchia.

Solo per veri spiriti
bohémien!

 

Le Tre Terrazze a Monteggiori: cucina toscana e panorama mozzafiato

La vista dal ristorante Le Tre Terrazze

Il sapore della pasta fatta in casa, quella che al primo morso si scioglie in bocca, delicata e genuina. Il profumo del ragù, che rievoca le domeniche trascorse pigramente in famiglia, coccolati dai parenti. Il pollo fritto croccante e dorato, che verrebbe voglia di mangiare con le mani, come bambini golosi.

Il Ristorante Le Tre Terrazze, a Monteggiori, è un vero e proprio paradiso per gli amanti della cucina toscana, che in questo locale incastonato nel suggestivo paesino di origine etrusca trovano, come si suol dire, pane per i loro denti.

Oltre alla prelibata cucina casereccia il ristorante – che ha da poco festeggiato i 50 anni di attività – è rinomato per la splendida vista panoramica che si può godere dalle “tre terrazze” da cui il locale prende appunto il nome. D’estate, in particolare, lo spettacolo è ancora più mozzafiato, grazie alla possibilità di cenare all’aperto sulla terza terrazza, «il luogo ideale per una cena romantica»,  come ci assicura Marco Faccio,  gestore del locale assieme al cognato, lo Chef Marco Manieri.

Ben 50 anni di attività. Come nasce il ristorante Le Tre Terrazze?
Il locale è stato aperto con questo nome negli anni ’60 da Viviana Viviani, nonna di Marco Manieri. Dopo una pausa di qualche anno, il ristorante è tornato alla gestione originaria e, soprattutto, alla tradizione culinaria della fondatrice. L’impronta di Viviana, infatti, è ancora oggi visibile nel menù: sue sono le ricette dei tordelli al ragù e del pollo fritto in padella. In parallelo, però, si sviluppano anche le proposte di Marco, attuale chef, che cerca di innovare alla tradizione sperimentando sempre nuovi piatti.

Cosa vi distingue?
La combinazione tra la buona cucina casereccia e il panorama spettacolare
! Per raggiungere il ristorante, inoltre, è necessario compiere una breve passeggiata (dieci minuti al massimo!) attraverso Monteggiori che è già, di per sé, molto affascinante. Le Tre Terrazze si trova infatti nella piazza centrale di questo piccolo borgo duecentesco, talmente poetico da essere divenuto il rifugio di numerosi artisti.

Le Tre Terrazze è il posto giusto per…
Calice di vino e vista panoramica al tramontoIn estate, in particolare, la terza terrazza è l’ambiente ideale per una cena romantica. Essendo di dimensioni ridotte, sono pochi i tavoli che allestiamo quindi è possibile cenare in estremo relax, immersi in un’atmosfera impareggiabile. Per chi volesse, inoltre, offriamo la possibilità di riservare, con una leggera variazione di prezzo rispetto alla carta, l’intero spazio: un’occasione unica per godere in intimità di una cena sotto le stelle!

 

Quali sono le specialità?
Sicuramente i piatti cucinati secondo le ricette di Viviana: i tordelli, preparati con una pasta più fine rispetto a quella “classica” e con un ripieno che si caratterizza per la digeribilità (non perdetevi le nostre offerte!) e il pollo fritto nella padella di ferro, che garantisce una cottura uniforme. A questi piatti della tradizione aggiungerei le creazioni di Marco, ovvero i piatti – generalmente fuori menù – che lo chef inventa in base all’offerta degli alimenti di stagione.

Una curiosità?
Tra i dolci del menù salta subito all’occhio la presenza della tarte tatin, la torta di mele capovolta di origine francese (leggenda vuole che sia nata per errore: una delle sorelle Tatin, titolare dell’omonimo ristorante, si dimenticò di porre la pasta brisé al di sotto della torta, lasciando caramellare le mele nel burro e nello zucchero n.d.r.).  Marco ha imparato a cucinarla quando lavorava con la precedente gestione – francese, ovviamente!- e adesso la ripropone alla sua maniera. E’ un dolce difficile da trovare nel menù di un ristorante della zona e i nostri ospiti più affezionati apprezzano particolarmente la versione di Marco!

Notte Bianca a tutto gusto con Platea Cibis

Giovedì 14 luglio torna la Notte Bianca in Pineta di Ponente, la manifestazione organizzata dalla Confesercenti Toscana Nord in collaborazione con il Comune di Viareggio che, giunta alla sua settima edizione, promette di intrattenere grandi e bambini con tanta buona musica e numerose attività  e spettacoli all’aria aperta.

In concomitanza con l’evento, che dalle ore 18,00 di questa sera animerà il parco cittadino, farà inoltre tappa a Viareggio Platea Cibis, la kermesse dedicata alla cucina popolare e di strada nata nel 2015 sull’onda dell’Expo universale di Milano.

La rassegna, che si svolgerà da giovedì 14 a domenica 17 luglio, con ingresso rigorosamente gratuito, permetterà al pubblico di gustare le eccellenze del panorama gastronomico italiano in versione street food: arrosticini abruzzesi, arancini e cannoli siciliani, porchetta di Ariccia e olive ascolane, gnocchi fritti, strudel e bombette pugliesi sono solo alcune delle specialità che sarà possibile assaggiare per tutta la durata della manifestazione, dalla colazione fino allo spuntino di mezzanotte (l’orario previsto è, infatti, 10-24).

Fiore all’occhiello di Platea Cibis è, in particolare, la qualità dei prodotti, accuratamente selezionati nel rispetto delle tipicità territoriali e dell’etica di produzione. Prodotti che saranno presentati, nel corso dell’evento fieristico, direttamente dagli stessi produttori che racconteranno storie e segreti (non tutti!) del loro lavoro, offrendo così ai visitatori la possibilità di approfondire le tradizioni artigiane e la cultura enogastronomica del nostro Belpaese.

Di seguito il programma della Notte Bianca:

MERCATO DELL’ARTIGIANATO – dalle ore 10:00 alle ore 24:00
Viale Gino Capponi – tratto compreso tra Il Gatto Nero e l’incrocio con Via Amerigo Vespucci
A cura di “Associazione Nautilus Eventi”

ESIBIZIONE E MOSTRA DI RAPACI – dalle ore 18:00
A cura dell’Accademia KRONOS

ESIBIZIONE PROTEZIONE CIVILE CINOFILA – dalle ore 18:00
A cura del Gruppo Cinofili della Protezione Civile di Lucca

INTERVISTA AL PITTORE E SCRITTORE MARCO DOLFI – dalle ore 18:00
c/o Bocciodromo Lago dei Cigni, Viale Capponi, n° 10.
A cura dell’Associazione per un futuro possibile ONLUS

D.N.E. Band (Disgra New Experience) – musica rock dal vivo – dalle ore 21:00 alle 23:30
c/o Platea Cibis – Viale Capponi

JARA & PIGGI – musica dal vivo dalle ore 21:00
c/o La Casina – Pineta di Ponente, lato Via Marco Polo

ANIMAZIONE CARTOONS – dalle ore 21:00.
c/o Trenino del Cuore e Baby Karts da Giorgio – Viale Capponi
A cura di Topolino, Minnie, Pippo e con la straordinaria partecipazione di Peppa Pig!

ANIMAZIONE PER BAMBINI– trucca bimbo e sculture con i palloncini – dalle ore 21:00.
c/o Salvioli Group, davanti al “Libro della Giungla” – Viale Capponi

SHARK D.J. –  Musica anni ’50 e ’60 e Rockabilly – dalle ore 21:00
c/o Platea Cibis – Viale Capponi

FEDERICA PUCCINELLI –  vincitrice del Premio Mia Martini – esibizione canora dalle ore 21:00
c/o La Boutique del Cocomero – Via Amerigo Vespucci 42/A.

GUIDO BERTILOTTI – musica rock internazionale anni ’60 e ’70 –  dalle ore 21:30
c/o Chiosco Il Coriandolo – Viale Capponi.

10 Curiosità su Euro 2016

Euro 2016

Stasera, alle ore 21, il fischio d’inizio di Francia-Romania darà metaforicamente il via all’Edizione 2016 del Campionato Europeo di calcio.

Dopo la vittoria al cardiopalma del Viareggio Beach Soccer all’Euro Winners Cup 2016, l’attesa per vedere giocare l’Italia è, almeno per noi viareggini, ancora più febbrile. Perché la nazionale di calcio – è risaputo – unisce i cuori degli italiani come solo la pizza e la pasta riescono a fare.

In attesa di vedere i nostri scendere in campo, abbiamo raccolto qualche aneddoto storico (fonte: L. Meuti, La Repubblica)…

1) La prima edizione degli Europei, a cui parteciparono solo 4 squadre, si svolse in Francia nel 1960 e fu vinta dall’URSS.
2) Il record di vittorie appartiene a Francia e Germania, che si sono laureate campione d’Europa per 3 volte a testa.
3) Ben 4 squadre diverse hanno vinto il titolo alla prima edizione a cui hanno partecipato: l’URSS nel 1960, la Spagna nel 1964, l’Italia nel 1968 e la Germania nel 1972.
4) Il Paese che ha ospitato il maggior numero di edizioni è la Francia: 1960, 1984 e 2016.
5) Il record di marcature lo detiene Michel Platini, autore di 9 reti, tutte realizzate nell’edizione del 1984.
6) La nazionale che vanta il maggior numero di partecipazioni alla fase finale è la Germania (precisamente 12).

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Il pallone ufficiale di Euro 2016

… e qualche statistica sulle 24 nazionali partecipanti all’edizione attuale (fonte: sito ufficiale dell’Uefa)

7) I tre calciatori più giovani di Euro 2016 appartengono tutti alla classe 1997 e giocano rispettivamente nell’Inghilterra, nel Portogallo e nella Turchia: Markus Rashford (centravanti del Manchester United); Renato Sanches (centrocampista del Benfica); Emre Mor (attaccante del Nordsjaelland). I tre calciatori più anziani, invece, sono tutti portieri: il più longevo è l’ungherese Gabor Kiraly (40 anni compiuti), a seguire l’irlandese Shay Given (40 anni) e, infine, il nostro capitano Gianluigi Buffon (38 anni).
8) Se si considera l’età media dei convocati, sul podio svettano l’Inghilterra, che con 25,39 vince il titolo di nazionale più ‘giovane’, e la vicina Irlanda che, di contro, è la squadra più ‘anziana’ con un’età media di 29,39.(L’Italia è al quarto posto a quota 28,43, a pari merito con la Slovacchia di Marek Hamsik)
9) I portieri detengono anche un altro record – quasi ovvio, considerando il ruolo: quello dell’altezza. L’oro spetta ai 203 centimetri d’altezza del romeno Costel Pantilimon, seguito dal croato Lovre Kalinic a pari merito con l’inglese Fraser Foster; terzo posto per lo svedese Andreas Isaksson, alto solo 200 centimetri. Il più “piccolo”? Il nostro Lorenzo Insigne, alto 163 centimetri.
10) Per finire, parliamo di peso. La squadra più “pesante” di Euro 2016 è la Germania, che vanta un peso medio di 80,30 kg, mentre la più “leggera” è la Turchia con 74,30, 6 chili. L’Italia è invece quattordicesima, a quota 77 chilogrammi.

E voi, dove tiferete Italia?
Se la casa è off limits e neppure tra amici siete riusciti a trovare un salotto disponibile, non disperate: i nostri locali si sono attrezzati per salvarvi, e vi aspettano con il maxischermo acceso!

8 Etti e Mezzo… di bontà!

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Piatti di ottima qualità e una cantina di vini da intenditori: l’Osteria 8 Etti e Mezzo, nel cuore di Viareggio, è il locale giusto per deliziare il palato con una cena da veri gourmet, in un ambiente dal gusto rustico ma elegante.
L’Osteria, recentemente ristrutturata, è stata aperta da Lorenzo e Francesco Di Sauro che, dopo aver mosso i primi passi nell’attività di famiglia, hanno deciso di proseguire nel settore, pur con l‘ambizione di innovare la ventennale gestione familiare.

Il nome lascia intendere un significato ben preciso… a cosa si riferisce?
Otto etti (all’incirca, precisiamolo!) è il taglio minimo ideale per avere una bistecca che possa esser considerata tale e, soprattutto, per ottenere una cottura al sangue ottimale! La carne è la nostra specialità e abbiamo voluto scegliere un nome, per così dire, emblematico e che facesse anche riferimento alla storicità del locale. Dopo aver cambiato la sede dell’osteria abbiamo deciso di mantenerlo, aggiungendo solo “e Mezzo“, per simboleggiare la novità ma al tempo stesso la continuità con la vecchia gestione.

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La Carne

 

Cosa vi distingue? Qual è l‘ingrediente segreto dell’Osteria 8 Etti e Mezzo?
L’asso nella manica è sicuramente nostro padre Giovanni, di professione ex macellaio, che ci ha insegnato i trucchi del mestiere e che si occupa personalmente della scelta e del taglio della carne. La passione per questo lavoro, comunque, ci è stata trasmessa da entrambi i nostri genitori (che gestivano un ristorante molto conosciuto in zona, lo “Stuzzichino” n.d.r.), quindi possiamo dire che la cucina è un vizio di famiglia: più che un lavoro, per noi è proprio vita.

Qual è la specialità culinaria?
La regina di 8 Etti e Mezzo è, senza dubbio, la carne. Come ben sanno gli amanti della bistecca, è in primo luogo fondamentale la scelta della materia prima, che deve essere di ottima qualità. Per esaltarne al massimo il sapore, poi, è necessario porre attenzione alla cottura, che in ogni caso adattiamo alle specifiche esigenze dei nostri ospiti. Peculiarità del locale è quella di avere una vera e propria vetrina da esposizione in cui il nostro macellaio di fiducia – papà Giovanni – prepara la carne sul momento, in base alle richieste del cliente.

Venite a mangiare da noi perché…
Per l’ambiente che abbiamo creato, appositamente studiato per far sentire i nostri ospiti coccolati. Per la qualità del cibo abbinata a metodi di cottura particolari, che hanno lo scopo di esaltare il sapore e le proprietà nutritive degli alimenti, come la cottura a bassa temperatura (cd. cottura sotto vuoto).
Per la nostra vasta cantina, che comprende vini rossi toscani, bollicine e qualche vino bianco, per un totale di circa 400 etichette, nonché una quarantina di differenti birre artigianali. Al proposito, ricordiamo che, per offrire ai nostri ospiti un servizio in più, abbiamo installato Enomatic, un macchinario che, utilizzando le molecole di azoto, consente il mantenimento del vino per un lungo periodo di permettendoci così di avere a sempre a disposizione circa una ventina di vini al bicchiere.
Infine, per l’aperitivo: ogni sera, dalle 18,00 alle 21,00, è possibile degustare assaggi di carne, formaggi, verdure preparate secondo l’antica tradizione toscana, accompagnandoli con un classico cocktail o con un bicchiere di ottimo vino.
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Tornerete a mangiare all’Osteria 8 Etti e Mezzo per…
Per l’attenzione che riserviamo a nostri ospiti, con l’intento di offrire non solo una cena, ma un vero e proprio momento di benessere, per rilassarsi e staccare dalla vita quotidiana.
Per la qualità e il gusto dei nostri piatti: ogni ingrediente che utilizziamo è scelto in base alla stagionalità, per garantire la maggior genuinità possibile. Ricordiamo, inoltre, che il nostro menù comprende anche diversi antipasti caldi,  salumi e formaggi selezionati, primi piatti con paste fresche fatte in casa, creme di verdure e zuppe.
Vi aspettiamo!