Angel Face, aneddoti e ricetta del cocktail parigino

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Un cocktail
che odora d’antico,
che adora la tarda serata.
Raggelante, eppure focoso.

L’Angel Face, un giorno, si chiamava French 75, come il calibro di un noto cannone francese della Prima Guerra Mondiale.
Venne ribattezzato “Volto d’Angelo” da Harry Mac Elhone, fondatore dell Harry ’s bar di Parigi, in occasione dei festeggiamenti del 19 luglio 1919 (la guerra, difatti, si protrasse in campo diplomatico sino a tale data: i mesi che seguirono il patto di Versailles furono aspri, e si consumarono nel vano tentativo della Germania di ottenere uno sconto sui danni i guerra). In quel tempo, il barman lavorava sulla riva del Tamigi e poté, quindi, assistere alla celebrazione di quel giorno, nonché alla parata trionfale, fortemente voluta dal ministro degli esteri Cruzon per solennizzare il raggiungimento degli accordi di pace con la Germania. In definitiva, Harry intuì saggiamente che sarebbe stato necessario un nuovo nome, degno dell’evento, per rilanciare il cocktail; così lo rinominò Angel Face.

La ricetta originale lo vuole agitato nello shaker, un passaggio fondamentale per amalgamare gli ingredienti e i decisi sapori fruttati del drink. Il gusto è pieno, rotondo e molto equilibrato, con un retrogusto dolce che ben si sposa con crostate e cheesecake, ma anche con una riccatortaal cioccolato. Attenzione all’alto grado alcolico!

Curiosità: il calvados è un brandy tipico della Normandia.

Ingredienti:

  • 1/3 di gin
  • 1/3 di apricot brandy
  • 1/3 di calvados

Preparazione:
Inserite, nello shaker tradizionale, 3-4 cubetti di ghiaccio. Versate il brandy e il gin, mescolate per qualche secondo e aggiungete il calvados. Agitate e versate, filtrando, nella coppetta da cocktail.

Articolo di Davide Ramaioli

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